Cronaca
domenica 18 Ottobre, 2026
Trentino, la sfida della Protezione civile: coinvolgere 550mila cittadini nella cultura della prevenzione
di Valerio Amadei
Inaugurata la cittadella alle Albere. Ianeselli e Fugatti: solidarietà nel Dna
«La protezione civile conta circa 13mila persone, quello che vorremmo è arrivare a 550mila, cioè che tutti i cittadini si sentano parte del sistema». È l’appello lanciato ieri mattina dal dirigente generale del Dipartimento protezione civile della Provincia, Stefano Fait, all’inaugurazione della Cittadella, al Parco Fratelli Michelin, nel quartiere delle Albere. Giunta alla terza edizione, è il momento clou della Settimana della Protezione civile, che permette ai cittadini di conoscere da vicino le tecniche di intervento, tra stand e padiglioni aperti ai visitatori. Nella cerimonia sono state conferite le Aquile d’argento alla memoria di Giampaolo Pedrotti, responsabile dell’Ufficio stampa della Provincia, per la comunicazione durante emergenze come il terremoto dell’Aquila, Vaia e la Marmolada, e di Michele Lanzinger, già direttore del Muse, per la diffusione della cultura della prevenzione. Cinque le Aquile di bronzo, a Mario Irace, Pierangelo Vescovi e Stefano Sandri per il lavoro svolto durante le Olimpiadi in Val di Fiemme, e agli agenti Marco De Vito e Marco Lerna, intervenuti in un grave incendio in un condominio a Riva del Garda lo scorso gennaio.
Per il presidente della Provincia Maurizio Fugatti la Cittadella mette in mostra le risorse del territorio: «L’autonomia riesce a mettere a disposizione mezzi, tecnologie e strutture, ma questo è un dato economico. Poi c’è un dato umano, passionale, emotivo, dato dalle persone e dal cuore che mettono in quello che fanno. Questo binomio, la capacità dell’autonomia insieme al Dna trentino di mettersi a disposizione degli altri, di fare volontariato e solidarietà, ci rappresenta». A seguire il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha invece sottolineato il valore del prendersi cura reciprocamente: «Volontariato e protezione civile sono il principale fattore di appartenenza che abbiamo come trentini. Il fatto che il nostro sia il prendersi cura delle altre persone non può che renderci orgogliosi di quello che siamo stati, di quello che siamo e di quello che vogliamo essere». Con la crisi climatica ormai sempre più evidente ci sarà sempre più bisogno di protezione civile per il soccorso: «Per noi parte politica il tema principale è la prevenzione».
Fait è poi tornato sul contributo del sistema alle recenti Olimpiadi, con 1.600 persone impiegate, mille delle quali volontarie: «È stata una maxi esercitazione, che ci ha messo alla prova ma che ci ha anche unito. Il volontariato non è un semplice aiuto in più, ma la colonna portante del nostro sistema». Un anno, il 2026, segnato anche da molte allerte per il caldo, dalla crisi idrica e dagli incendi boschivi di Cavedago e del Cermis: «Ci hanno messo sotto stress, ma il sistema ha sempre risposto in maniera efficace». Per il futuro, invece, sono due i filoni da seguire: «Il primo è l’integrazione, a partire dalla centrale unica di emergenza. Il secondo è l’internazionalizzazione, con il progetto Emergency Medical Team avviato con l’azienda sanitaria Asuit».
A concludere è stato Bruno Bevilacqua, dirigente del Servizio Prevenzione rischi e Centrale unica di emergenza, che ha illustrato il nastrino di benemerenza per i Giochi: «Il valore del riconoscimento a 3.000 persone va oltre la singola manifestazione: celebra la collaborazione di tante componenti che lavorano insieme per la sicurezza della comunità. È proprio questa capacità di fare sistema il risultato più importante da valorizzare». La Cittadella resterà aperta anche oggi dalle 9 alle 18, con dimostrazioni e attività per persone di tutte le età.
Nel pomeriggio, poi, sono stati celebrati i 40 anni dei Nuvola (Protezione civile Ana Trento), che hanno trasformato lo spirito di servizio alpino in una struttura operativa della Protezione civile del Trentino. Alla cerimonia sono intervenuti il presidente dei Nuvola Lorenzo Pegoretti, l’assessora provinciale con delega alla difesa dal dissesto idrogeologico Giulia Zanotelli e il presidente della sezione Ana di Trento Paolo Frizzi. «La sfida, oggi, è riuscire a coinvolgere le giovani generazioni: su questo dobbiamo impegnarci tutti, istituzioni e volontariato. Qui, con tante famiglie e tanti bambini, si respira davvero futuro», ha dichiarato Zanotelli.
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