L'incidente
lunedì 17 Giugno, 2024
Travolto dalla donna che «doveva andare a messa». Parla il ciclista Filippo Calliari: «Puntavo al podio, sono finito in ospedale»
di Davide Orsato
Lo scontro nell'Agordino, alla Dolomiti Sportful Race: «Auto arrivata da una curva cieca, non ce ne siamo accorti fino al momento dell'impatto»
«Questa mattina sento tutti i dolori che non mi sono venuti nei giorni scorsi: ho una botta sul torace, la clavicola mi duole ma per fortuna è salva… tanti graffi e tagli dovuti ai frammenti di vetro del finestrino». A parlare è Filippo Calliari, 34 anni, di Besenello, ciclista della squadra Garda Scott Matergia, coinvolto nell’incidente avvenuto ieri, domenica 16 giugno, a Rivamonte, in provincia di Belluno, dove si correva una delle granfondo più impegnative, la Dolomiti Sportful Race. La notizia ha fatto il giro d’Italia, perché l’anziana donna che conduceva l’auto, è riuscita a superare tre posti di blocco prima di andare contro al gruppo di ciclisti che scendeva. Ai carabinieri ha dato poi la seguente motivazione «dovevo andare a messa». Tre i feriti gravi, tra cui c’è anche Calliari, contattato dal T, nella mattinata di oggi, lunedì 17 giugno.
«Sto male, ma mi sento fortunato – spiega Calliari – visto quello che è successo poteva andare molto peggio. Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a vedere l’auto, io me la sono trovata addosso. Sono finito a terra, cosciente ma completamente frastornato, tant’è che quando mi sono ripreso ho visto attorno a me solo i due ciclisti feriti in modo grave. Tra questi, Stafano Cecchini, che conosco molto bene e che si è ferito in modo grave: ha i denti rotti e ha bisogno di trenta punti: è ricoverato a Verona. Assieme a noi due un altro ciclista italiano di 49 anni, anche con ferite gravi. Quanto a me, ero molto preoccupato, perché non riuscivo a muovere la clavicola. Temevo fosse rotta, invece è una brutta botta. Quando i medici mi hanno visitato erano increduli, perché si aspettavano conseguenze ben peggiori».
La gara che si stava svolgendo ieri nel bellunese è molto nota nel mondo ciclistico: vi partecipano migliaia (quattromila ai nastri di partenza) ciclisti da tutto il mondo, molti professionisti anche professionisti. «Quello che è stato travolto – prosegue Calliari – era il gruppo di testa. Io ero posizionato molto bene, puntavo al podio, ma credo sarei finito comunque nella top 5 anche se le cose fossero andate un po’ meno bene. Ma tutta la classifica è stata stravolta. Anche se non me ne sono accorto in un primo momento, infatti, sono caduti in venti: la maggior parte di loro è riuscita a proseguire la gara».
La donna alla giuida dell’auto è stata denunciata. «Quando mi sono ripreso l’ho sentita parlare, stava tentando di chiamare i soccorsi – racconta Calliari – ma era in difficoltà, così ha raggiunto i miei compagni di squadra. Loro hanno lanciato l’allarme. L’ambulanza ci ha messo molto ad arrivare e nel frattempo siamo rimasti privi di cure. Mi aspettavo, infatti, che nel gruppo davanti ci fosse almeno una moto con una valigetta da primo soccorso. Non è stato così».
Calliari veniva da una stagione in cui si era distinto in diverse gare. Il sei maggio aveva vinto un’altra Granfondo: la Bgy Airport.
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