Cronaca
venerdì 7 Agosto, 2026
Stroncato da un infarto sul sentiero delle malghe: la vittima è Gino Flaim, storico macellaio di Cles e voce del coro Monte Peller
di Patrizia Rapposelli
La sindaca Menapace: «Ha gestito per tanti anni un’attività commerciale raccogliendo nella sua bottega tante storie»
Stava facendo una passeggiata con un amico quando si è sentito male. Gino Flaim, l’ex macellaio di Cles, è morto, ieri pomeriggio, stroncato da un infarto. «Gianni», come era da tutti soprannominato, aveva 80 anni. Lascia nel dolore la moglie Marta e due figli. Si è spento oggi, venerdì 7 luglio, nei luoghi a lui cari, dove è cresciuto e vissuto da sempre rifornendo.
Stava percorrendo in discesa il sentiero 370 che da Malga Termoncello rientra a Malga Arza, nel territorio della val di Non, quando ha accusato il malore. Si è accasciato a terra colpito da un arresto cardiaco. L’amico ha capito subito la gravità della situazione, per questo ha composto immediatamente il 112.
Erano le 17.
La Centrale unica di emergenza ha chiesto l’immediato intervento dell’elisoccorso mentre due operatori della stazione Rotaliana — Bassa val di Non e un operatore della Stazione di Cles del soccorso alpino e speleologico trentino si sono messi dapprima a disposizione in piazzola per poi raggiungere via terra il luogo dell’incidente con un mezzo messo a disposizione dai vigili del fuoco di Denno e Flavon. Il tecnico di elisoccorso e l’equipe medica sono stati nel frattempo sbarcati sul posto e hanno fatto il possibile per salvargli la vita. È stato rianimato a lungo. Ma non c’è stato nulla da fare. Gino si è spento sotto gli occhi dell’amico. Il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
Dopo il nulla osta delle autorità per la rimozione della salma, il corpo di Gino è stato trasportato a valle dai vigili del fuoco. La morte di «Gianni» ha scosso molto la comunità. «Dispiace tanto. Era un uomo gentile e tanto buono — dice la sindaca di Cles Stella Menapace — Ha gestito per tanti anni un’attività commerciale raccogliendo nella sua bottega tante storie. La macelleria di Gino era un presidio ma anche un punto di riferimento». E in pensione non ha smesso di dedicarsi alla sua comunità. Ha cantato nel coro Monte Peller, amava fare il nonno» ed era volontario del pedibus. E, poi, c’era quella grande passione per il ballo. Gino era solito frequentare con la moglie Marta la sala da ballo del Circolo pensionati. Ora si attende di conoscere la data del funerale.
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