La guerra nel Golfo
mercoledì 11 Marzo, 2026
Stretto di Hormuz, tre navi squarciate dalle mine. E l’Iran minaccia Stati Uniti e Israele: «Petrolio a 200 dollari al barile»
di Redazione
Teheran blocca il transito marittimo e lancia la sfida a Trump e Macron, mentre restano dubbi sulla sorte della Guida Suprema Mojtaba Khamenei
Prepararsi a uno scenario con il costo del petrolio a “200 dollari al barile”. È la minaccia lanciata dall’Iran nei confronti di Stati Uniti, Israele e dei loro partner. Teheran ha proseguito nella sua politica di blindatura dello stretto di Hormuz, dal quale non verrà permesso “nemmeno a un litro di petrolio” di passare senza autorizzazione. Parole ma anche fatti, perché le forze armate iraniane hanno attaccato tre navi cargo che avevano tentato di attraversare lo stretto. La prima, battente bandiera Thailandese, era diretta in India, mentre una delle altre due è stata descritta come una nave battente bandiera liberiana ma di proprietà di Israele.
Un braccio di mare che – come ha detto il presidente francese Emmanuel Macron nel corso di una riunione in videocall del G7 – è diventato un “teatro di guerra“, nel quale occorre ripristinare la libertà di navigazione “il prima possibile”. Resta infatti aperta anche la questione delle mine che secondo alcune indiscrezioni la marina dei Pasdaran avrebbe posizionato. Lo stesso Macron ha detto di non avere indicazioni di intelligence certe a riguardo, mentre Donald Trump ha minimizzato, sottolineando che gli Stati Uniti hanno eliminato “quasi tutte” le navi posamine iraniane “in una sola notte”.
Teheran ha risposto facendo sapere che qualora i suoi porti venissero attaccati – come lasciato intendere dal Comando militare centrale Usa, che ha invitato i cittadini a stare lontano dalle infrastrutture portuali -, allora tutti i porti del Golfo diventerebbero “obiettivi legittimi”. Non solo, secondo Abc, l’Fbi avrebbe avvertito le autorità della California di un presunto piano iraniano atto a “condurre un attacco a sorpresa utilizzando velivoli senza pilota da una nave non identificata al largo delle coste degli Stati Uniti” verso la costa occidentale.
Trump ha parlato anche dei tempi della guerra, dicendo che “presto” arriverà la fine delle operazioni militari perché “non c’è più praticamente nulla da colpire”. “Quando io vorrò che finisca, finirà”, ha rimarcato il tycoon, mentre il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha affermato che Teheran ha “accecato” i sistemi radar americani nel Golfo e pertanto ora l’Iran “può colpire qualsiasi postazione desideri”.
Nel paese, però, restano i dubbi sulla sorte di Mojtaba Khamenei. La nuova Guida Suprema non è ancora comparsa in pubblico dalla sua nomina. Secondo la Cnn, il figlio del defunto ayatollah Khamenei sarebbe rimasto colpito nel primo giorno della campagna di bombardamenti da parte di Usa e Israele e avrebbe “una frattura a un piede” e ferite giudicate “lievi” al volto. Al nuovo leader religioso di Teheran ha prestato giuramento nelle ultime ore il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem. La milizia sciita libanese ha continuato nel suo botta e risposta di attacchi con Israele, mentre Beirut ha reso noto che dalla ripresa delle ostilità le persone decedute sono oltre 570. Anche l’Iran ha continuato il suo lancio di missili e droni verso lo Stato ebraico, dove si attende un’intensificazione dei raid da parte di Teheran.
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