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mercoledì 7 Gennaio, 2026

Strage di Capodanno a Crans-Montana, il sindaco ammette le mancanze: «L’ultima ispezione nel 2019». E la capienza era di 100 persone

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Dopo l’incendio nel locale Le Constellation costato la vita a 40 giovani, il Comune riconosce le carenze nei controlli. Indagati i proprietari, avviate inchieste in Svizzera e Francia, lutto nazionale venerdì

Più passano i giorni e più si chiariscono i contorni della strage nel locale Le Constellation di Crans Montana (Svizzera) dove hanno perso la vita 40 giovanissimi che stavano festeggiando l’arrivo del nuovo anno. Accusato di non aver rispettato i controlli periodici nel locale, ieri durante una conferenza stampa il sindaco Nicolas Feraud ha ammesso le mancanze del Comune nel prevenire il tragico rogo. «L’ultima ispezione risaliva al 2019», ha spiegato. Al momento sono indagati solo i due proprietari del locale, accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi.

L’unica domanda ricevuta dal Comune in merito a interventi nel locale sarebbe quella di allargamento della veranda, presentata dai coniugi due settimane prima della tragedia. Un progetto che prevedeva la rimozione di una delle porte d’uscita e che il Comune aveva approvato senza battere ciglio. Il dito del sindaco di Crans-Montana rimane però puntato sia sulle proprie mancanze sia su quelle dei proprietari: «Sono stati estremamente negligenti, si sono assunti rischi non giustificabili», ha detto Feraud riferendosi al video girato da un avventore nel 2020 in cui un cameriere chiedeva di far attenzione alle candele pirotecniche perché avrebbero potuto incendiare la schiuma fonoassorbente sul soffitto. «Ci assumiamo tutte le eventuali responsabilità che la giustizia determinerà», ha concluso il sindaco Nicolas Feraud.

Nonostante ciò il Comune ha deciso di costituirsi comunque parte civile negli eventuali processi – civili e penali – riguardo alla tragedia: «Questo ci dà accesso al dossier e ci permette di aiutare a portare alla luce tutti i fatti e trarre conclusioni», ha spiegato il primo cittadino. Intanto il Comune ha annunciato una nuova misura, che vieterà l’uso di candele pirotecniche o fuochi al chiuso in tutti i locali pubblici. In più saranno effettuati controlli a tappeto sulla sicurezza in tutti i locali aperti al pubblico.

Alle domande dei giornalisti presenti, che insistevano sul tema sicurezza, il Comune ha risposto confermando che il numero di uscite d’emergenza presenti al Le Constellation era perfettamente in linea con ciò che la legge prescrive per un locale di quelle dimensioni. E anche il fatto che ci fosse a disposizione un solo estintore nel discobar non violerebbe alcuna norma. Un rilevatore antincendio – assente al Le Constellation – non è invece richiesto dalla legge vallese.

Secondo i documenti in possesso del Comune il limite di capienza del bar sarebbe di 200 persone: 100 al piano terra e altrettanti nel seminterrato dove era stata organizzata la festa per giovanissimi. Starà agli inquirenti stabilire se i limiti prescritti siano stati rispettati la notte di Capodanno. Stando al quotidiano zurighese Neue Zürcher Zeitung, la notte di Capodanno sarebbero state presenti fino a 400 persone.

La procura di Parigi ha avviato un’inchiesta parallela sulla strage, in cui hanno perso la vita 9 giovani francesi (il più giovane aveva 14 anni) e altri 23 sono rimasti feriti. Lo ha annunciato la procuratrice della Repubblica francese, Laure Beccuau.

Sul versante dei feriti italiani «abbiamo 11 pazienti ricoverati, tutti critici e sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata. Alcuni sono più gravi, alcuni meno» ha detto Alberto Zoli, direttore generale dell’ospedale Niguarda, in un punto stampa. «Le loro condizioni variano da ustioni molto estese, anche al 70% del corpo, fino a ustioni molto meno estese, ma con compromissioni delle funzioni vitali. Abbiamo ancora pazienti ricoverati in terapia intensiva, altri in semi intensiva o meno intensiva. Ma parliamo di grandi ustionati con compromissioni a volte di funzioni vitali come la respirazione. Dato che questo è il quadro, la prognosi rimane riservata».

Venerdì infine sarà una giornata di lutto nazionale in Svizzera. In quella data, a partire dalle 13.45, si terrà una cerimonia ufficiale commemorativa per le vittime della strage nella località di Martigny, più a valle rispetto a Crans-Montana. Presenti, oltre alle autorità locali e nazionali svizzere, anche il presidente italiano Sergio Mattarella e quello francese Emmanuel Macron. Alle 14.00 le campane delle chiese svizzere suoneranno per 5 minuti e si osserverà un minuto di silenzio.