Il caso

martedì 17 Febbraio, 2026

Statale del Caffaro: via libera ai sensori anti-ungulati dopo un anno di stop burocratico per le norme sulla privacy

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Le termocamere tra Condino e Cimego entrano finalmente in funzione. Nonostante il calo degli incidenti grazie ai piani di abbattimento, il dispositivo garantirà maggiore sicurezza lungo i tratti boschivi

A più di un anno dalla posa, si appresta all’accensione il sistema di segnalazione della presenza di animali lungo il tratto della Statale del Caffaro che passa tra Condino e Cimego. Il sistema era stato installato agli inizi di novembre 2024 per segnalare agli automobilisti la presenza di ungulati a bordo strada, invitandoli a procedere con cautela, ma da allora non è mai entrato in funzione. Questo a causa della normativa della privacy, che ha costretto l’amministrazione di Borgo Chiese a un estenuante confronto con il Consorzio dei Comuni Trentini, trovando esito positivo solo pochi giorni fa.

Il progetto era partito all’incirca un decennio prima dell’effettiva sua realizzazione. Valutato l’elevato numero di incidenti stradali che si verificavano sulla Statale nel tratto Cimego – Condino, si ritenne di piazzarci un sofisticato sistema di segnalazione degli animali. Termocamere per individuare cervi, caprioli o cinghiali pronti all’attraversamento e segnalatori luminosi per avvertire chi guida di fare attenzione, moderando la velocità. Il tutto era stato promosso e finanziato dalla Comunità di Valle delle Giudicarie, a favore del Comune di Borgo Chiese, ma una volta messo in loco, tutto si era arrestato.

Il motivo? Come spesso accade di natura burocratica. Stando alla normativa, telecamere che registrano immagini lungo una strada pubblica possono raccogliere immagini lesive della privacy di passanti e automobilisti. Per questo motivo il Comune di Borgo Chiese si è dovuto rivolgere al Consorzio dei Comuni trentini chiedendo lumi su come procedere. Ne è seguita una serie di pratiche, di richieste e rilievi. Un balletto andato avanti per circa un anno e mezzo e che si è concluso solo negli ultimi giorni.

«Il sistema di segnalazione attraversamento animali tra Cimego e Condino dovrebbe essere attivato nel giro di qualche giorno – afferma il comandante della polizia locale del Chiese, Stefano Bertuzzi – il Comune di Borgo Chiese ha avviato un confronto col Consorzio dei Comuni trentini per capire come gestire le immagini raccolte dalle termocamere che sono parte del meccanismo. In due occasioni il responsabile del Consorzio ha sollevato alcuni rilievi alle modalità di gestione delle immagini scelto dal Comune. Il Comune ha ottemperato alle richieste e ora la pratica deve solo venire protocollata. Questo significa che nel giro di qualche giorno il sistema potrà divenire operativo».

Tutto bene quel che finisce bene, insomma. Resta però la domanda sul perché del ritardo: «Troppo spesso si fanno le cose senza essere pronti – dice il vicesindaco di Borgo Chiese, Giuseppe Leotti – in questo caso prima di partire era opportuno avere contezza della normativa in mondo da essere operativi a subito. Invece abbiamo dovuto attendere più di un anno. Nel frattempo due dei segnalatori sono stati divelti da delle auto e solo uno è stato riparato. Quanto agli incidenti per l’attraversamento animali, a prescindere dal sistema di segnalazione sono calati del 70% circa. Il motivo? Gli abbattimenti. Se la popolazione di ungulati è regolata per bene, il rischio connesso agli attraversamenti cala di conseguenza».