I dati
domenica 11 Gennaio, 2026
Stagione da record in Trentino (anche senza neve): presenze e incassi in crescita fino al 7% nelle principali skiaree
di Adele Oriana Orlando
Dati positivi da Campiglio, Paganella, Alpe Cimbra e Val di Fassa: presenze e incassi sopra il 2024
È una stagione invernale segnata da tanti «più» nelle varie zone del Trentino dove sono presenti gli impianti di risalita. La crescita delle presenze turistiche e degli incassi viaggia in media intorno al 7%. A confermarlo sono i vari rappresentanti che, seppure in maniera parziale, hanno fornito già un primo quadro sui dati delle presenze che hanno scelto la montagna in Trentino fino alla fine delle festività. Ieri è iniziato il periodo delle settimane bianche e le prenotazioni raccolte ad oggi fanno ben sperare. Chiaramente serve la neve e gli occhi dei rappresentanti delle Aziende di promozione turistica (Apt) e delle varie funivie restano rivolti al cielo, con la speranza di vedere qualche fiocco scendere. In linea generale, però, cercano tutti di non lamentarsi, comprendendo che la questione va affrontata un anno dopo l’altro, con i dovuti aggiustamenti.
L’andamento della stagione
Primo tra tutti, che ha parlato con soddisfazione della stagione in corso è stato Bruno Felicetti, direttore di Funivie Madonna di Campiglio che, ricordando le iniziative del numero chiuso degli skipass nei giorni di massima affluenza, l’apertura piste alle 7.30 del mattino e la pista ribattuta, su il T di ieri ha rivelato che: «Siamo andati molto bene prima del Natale, con numero di sciatori e incassi siamo comunque sopra rispetto all’anno scorso, del 7-8%».
Positiva la risposta anche da chi si occupa della “Montagna della città”: Fulvio Rigotti, presidente e amministratore delegato di Trento Funivie spa. «Grazie a quel piccolo intervento con l’elicottero che abbiamo fatto (quello in cui è stata spostata la neve da un punto della montagna alle piste ndr), abbiamo aperto subito il 60% delle piste, salvando molte prenotazioni alberghiere – spiega Rigotti – Abbiamo finito con un 9% in più di presenze e per questo siamo contenti. Da oggi abbiamo aperto tutto, compresa la Gran Pista, c’è la neve bellissima e si sta molto bene».
Grande la soddisfazione arriva anche dalla Ski area Alpe Cimbra al termine del periodo delle festività. «Sono tutti in crescita gli indicatori» afferma Denis Rech, direttore e ad di Folgariaski, «con quello degli abbonati stagionali che appare come il più significativo. Gli affezionati che scelgono la località per tutto l’inverno sono infatti saliti di circa 400 unità, portando il totale delle vendite a oltre 6.600: si tratta di un +7% come numero di persone e di un +12% a livello di incassi». Positivi anche i dati sui primi ingressi, che hanno registrato un +6,88% superando i 155mila.
In Paganella la stagione in corso, complessivamente, ha registrato un +6% di primi ingressi, un +7% di incassi e un +4% di tessere vendute. Dati, questi, raccontati da Ruggero Ghezzi, direttore del consorzio Paganella Ski. «Durante le festività natalizie ci sono state molte presenze – spiega Ghezzi – Abbiamo visto un leggero calo di sciatori, un po’ per le condizioni meteorologiche legate alle precipitazioni nevose che ha portato, forse, a una percezione di scarsità di neve. Abbiamo avuto picchi di 12mila persone, il massimo storico è stato di 13.003». I numeri alti sono stati portati anche da chi la montagna non l’ha vissuta sugli sci. «Un dato che ho rilevato è stato l’aumento di gente che si sposta per andare a mangiare nei rifugi senza sciare o per fare passeggiate» conclude Ghezzi.
Un +6% ha segnato anche la chiusura di dicembre del consorzio impianti a fune Val di Fassa e Carezza, come affermato dalla presidente Elisa Maccagni. «Abbiamo avuto un avvio di stagione particolarmente favorevole grazie al calendario, con il ponte di Sant’Ambrogio – prosegue Maccagni – L’avvio del Natale è stato un po’ più lento rispetto all’anno scorso, che c’erano le due settimane piene, però diciamo al 7 gennaio la soddisfazione c’è. Il prodotto neve tiene e lo sci è ancora un tema importante per l’inverno, per la vacanza invernale, quindi siamo moderatamente soddisfatti».
Numero chiuso e regole
Sulla questione del numero chiuso degli skipass nelle giornate di picco ed eventuali nuove regolamentazioni, la necessità tocca solo Campiglio al momento. E questo perché nelle altre skiaree del Trentino i sistemi sono differenti, così come le affluenze. «Come Alpe Cimbra non abbiamo necessità di introdurre determinati ragionamenti» osserva Rech. «Dobbiamo completare prima la parte investimenti e verificare tutta la situazione servizi».
Nell’area di Fassa e Carezza il sistema è molto ampio, oltre che condiviso, quindi non ci sono al momento delle criticità che spingano i gestori a ragionare su nuove regolamentazioni. «È un’iniziativa di valore (la limitazione degli skipass ndr) per quanto riguarda sistemi chiusi, come Folgarida, Campiglio e Pinzolo» spiega Maccagni. «Noi siamo legati a un sistema aperto che è quello di Superski, con 500 chilometri di piste, essendo connessi con le valli centrali della Sellaronda, pertanto non sarebbe neanche gestibile da noi un’iniziativa simile. Non abbiamo questa necessità».
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