Il report
mercoledì 21 Gennaio, 2026
Spesa farmaceutica in Trentino, rallenta il consumo di antibiotici. Ma in dieci anni raddoppiano gli antidepressivi per i bambini
di Redazione
Nel corso del 2024 il Servizio sanitario provinciale ha rimborsato sul territorio circa 1.430 dosi di medicinali al giorno ogni 1.000 abitanti
Spesa farmaceutica in aumento ma sempre inferiore alla media nazionale, con la più bassa compartecipazione economica richiesta ai cittadini in Italia. È quanto emerge dal Rapporto sull’uso dei farmaci in Trentino 2024, realizzato dal Servizio politiche del farmaco e assistenza farmaceutica dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino.
Nel corso del 2024 il Servizio sanitario provinciale ha rimborsato sul territorio circa 1.430 dosi di medicinali al giorno ogni 1.000 abitanti, un dato che restituisce la dimensione dell’impegno quotidiano del sistema sanitario pubblico a garanzia dell’accesso alle cure. In Trentino non è previsto il ticket sui farmaci: i cittadini contribuiscono alla spesa esclusivamente nel caso in cui, per i medicinali a brevetto scaduto, scelgano il farmaco “di marca” anziché il generico. Grazie a un elevato utilizzo dei medicinali equivalenti, la quota di spesa a carico dei cittadini trentini è la più bassa in Italia, pari all’8,9% della spesa lorda, a fronte di una media nazionale del 15%.
Nel 2024 il valore lordo pro capite della spesa farmaceutica convenzionata in Trentino si è attestato a 145 euro, circa il 12% in meno rispetto alla media nazionale. Anche la spesa per i farmaci acquistati direttamente dall’Azienda sanitaria, pari a 225 euro pro capite, risulta inferiore del 18,5% rispetto al dato italiano.
Farmaci più utilizzati e consumo di antibiotici
I farmaci più utilizzati sono quelli per la prevenzione degli eventi cardiovascolari: in particolare i medicinali per ipertensione e scompenso cardiaco, quelli che agiscono sui lipidi (come le statine) e gli antitrombotici. In Trentino si registra inoltre un consumo elevato di vitamina D, superiore di circa il 30% rispetto alla media nazionale (132 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti contro le 105 a livello italiano).
Nel 2024 circa il 30% dei cittadini trentini ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici; il consumo complessivo è aumentato del 2,6% rispetto all’anno precedente, anche se la crescita registrata nel periodo post-pandemico mostra segni di rallentamento. Un uso eccessivo di questi farmaci può favorire la selezione di batteri resistenti, responsabili in Italia di circa 12.000 decessi all’anno. Per questo anche in Trentino sono state messe in campo misure specifiche per contenere l’uso inappropriato degli antibiotici e contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, in linea con le strategie nazionali ed europee.
Psicofarmaci in età pediatrica
Negli ultimi dieci anni il consumo di psicofarmaci nei bambini e nei ragazzi è più che raddoppiato, sia a livello nazionale sia locale. In Trentino, nel 2024, circa 4 bambini e ragazzi su 1.000 (0-17 anni) hanno ricevuto almeno una prescrizione di antidepressivi, antipsicotici o psicostimolanti, un dato comunque inferiore alla media nazionale (6 su 1.000).
Nel periodo successivo alla pandemia da COVID-19, l’uso di psicofarmaci in età pediatrica è cresciuto del 55%, un fenomeno attentamente monitorato dall’Azienda sanitaria con particolare attenzione all’appropriatezza prescrittiva e alla presa in carico multidisciplinare.
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