Grandi carnivori
sabato 7 Marzo, 2026
Si apre il processo per l’uccisione dell’orso M90 con Fugatti imputato
di Redazione
Le associazioni animaliste si costituiscono parte civile: «Sarà fatta giustizia»
Si apre un nuovo fronte in tribunale sulla gestione degli orsi in Trentino. Dopodomani, infatti, si terrà l’udienza predibattimentale per il caso M90, l’orso abbattuto a febbraio 2024, a seguito di un decreto del presidente Maurizio Fugatti. Ed è proprio Fugatti a dover rispondere di uccisione di animali, aggravato da crudeltà.
La decisione è arrivata dopo il rinvio coatto chiesto dal giudice per le indagini preliminari, (precedentemente il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione). Le ragioni? M90 risulta essere stato colpito da più colpi d’arma da fuoco, senza essere stato prima narcotizzato. Inoltre, sul posto, non sarebbe stato presente nemmeno un veterinario.
Si costituiranno parte civile una serie di associazioni animaliste, tra cui la Lav, che ieri è tornata all’attacco: «Finalmente — afferma il responsabile dell’area animali selvatici della sigla, Massimo Vitturi — potrà essere fatta giustizia sull’uccisione di M90, vittima dell’incompetenza e del clima d’odio creato ad arte dalla giunta Fugatti nei confronti degli orsi». Secondo la Lav, le responsabilità della Provincia sarebbero anteriori alla rimozione, perché M90, che «fino al 2023 si sera tenuto il più lontano possibile dalle persone» sarebbe diventato confidente avvicinandosi ai contenitori dei rifiuti, per la mancanza di cassonetti antiorso. A gennaio 2024, l’inseguimento di due escursionisti a Mezzano, l’episiodio che ha portato all’abbattimento.
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