Politica
mercoledì 18 Marzo, 2026
Scuole a luglio, solo sei ambiti territoriali su nove hanno risposto all’avviso. Le opposizioni attaccano: «Pasticcio della Giunta»
di Redazione
A fronte di un obiettivo iniziale che puntava a garantire 1.200 posti per ogni turno settimanale su tutto il territorio trentino, i risultati pubblicati il 13 marzo certificano un’offerta complessiva di soli 700 posti settimanali
L’esito dell’avviso pubblicato dalla Provincia per individuare i soggetti interessati alla co-progettazione dei servizi conciliativi estivi (SIEG) ha restituito un quadro distante dagli obiettivi iniziali della Giunta. A ribadirlo con forza sono le minoranze che dopo la pubblicazione del bando di Piazza Dante hanno verificato il tasso di adesione. Risultato: a fronte di una previsione di 1.200 posti settimanali per bambini tra i 6 e i 14 anni, i risultati pubblicati il 13 marzo certificano un’offerta complessiva di soli 700 posti. L’analisi dei dati evidenzia una copertura territoriale parziale: su nove ambiti previsti, tre sono rimasti completamente scoperti (Val di Fiemme e Comun General di Fascia, Valle di Cembra, Alta Valsugana e Bernstol, e Giudicarie), mentre in quattro dei sei ambiti rimanenti le manifestazioni d’interesse sono risultate inferiori alle soglie minime indicate. Nello specifico, nel Comune di Trento e Val d’Adige sono stati raccolti 250 posti su 300, mentre a Rovereto e in Vallagarina l’offerta si è fermata a 150 su 250. Numeri ridotti anche per l’Alto Garda e la Valsugana, con 50 posti per ciascun ambito rispetto ai 100 auspicati.
Sulla vicenda sono intervenuti duramente i consiglieri di minoranza Francesca Parolari e Lucia Maestri del Partito Democratico del Trentino, Michele Malfer di Campobase e Paola Demagri di Casa Autonomia.eu. Secondo i firmatari, la discrepanza tra le risorse a bilancio (circa 8 milioni di euro) e l’effettivo utilizzo dei fondi, che per questa progettualità si stima inferiore al milione, è il segnale di un’operazione mal gestita. Le consigliere e i consiglieri criticano la sovrapposizione tra il bando SIEG e la linea dei contributi a fondo perduto di 8 euro al giorno per le realtà esterne, sostenendo che «il ritardo nella promozione, l’estrema incertezza dell’intera procedura, la necessità di tempi di programmazione più estesi e la complessità dell’organizzazione hanno indotto molti soggetti a desistere».
Le esponenti del PD e i colleghi di Campobase e Casa Autonomia.eu sottolineano come il risultato finale penalizzerà l’equità dei servizi sul territorio, poiché «questa estate saranno offerti servizi a macchia di leopardo, con territori che potranno beneficiare di opportunità conciliative a costo estremamente favorevole e altri, invece, no». In conclusione, i consiglieri firmatari denunciano una gestione poco incisiva che ricadrà direttamente sulla cittadinanza, affermando che «a restare imbrigliate in questo pasticcio sono molte famiglie trentine e molte realtà del terzo settore, vittime incolpevoli della propaganda e del pressapochismo di questo governo provinciale».
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