Il bando europeo
domenica 3 Maggio, 2026
Scuolabus: gara da 79 milioni deserta. Il Consorzio autotrasportatori impugna il bando: «Costi fuori mercato»
di Benedetta Centin
Servizio dal 1 settembre: nessuna offerta pervenuta. Per le 131 aziende consorziate la base d’asta è troppo bassa: la gara è disallineata rispetto ai costi e si va «in perdita secca»
È andata deserta la gara europea a procedura aperta indetta dalla Provincia per l’affidamento del trasporto scolastico in tutto il Trentino, un totale di 2800 corse al giorno. Un bando del 31 marzo, del valore stimato di 78 milioni 674mila euro — al netto di Iva — per un servizio triennale che dovrà essere attivo per la data del primo settembre 2026, e che potrà essere prorogabile di un altro anno, il quarto, per l’ulteriore importo di oltre 26 milioni. Un valore che, complessivamente, potrebbe arrivare fino a oltre 130 milioni se la Provincia chiedesse ulteriori servizi opzionali. Scontata l’aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa. Ma alla data di mercoledì 29 aprile, quando cioè scadeva il termine di presentazione, non era pervenuta alcuna offerta. Nessuna proprio. Nemmeno dal Consorzio Trentino Autonoleggiatori (Cta) a cui piazza Dante ha affidato fin dal 1999, sempre mediante procedure pubbliche, il servizio di trasporto di alunni e utenti con disabilità, compresi i servizi integrativi alla linea della Provincia.
Il ricorso
Il Consorzio, che raggruppa 131 aziende distribuite su tutto il territorio trentino e che ha un volume di affari annui di 44 milioni, non ha appunto partecipato ma, attraverso l’avvocata Maria Cristina Osele, ha impugnato il bando con una base d’asta considerata del tutto incapiente e a detta loro con clausole escludenti. Una gara ritenuta del tutto disallineata rispetto a costi che non trovano copertura, con attività che non solo non prevederebbero alcun margine di guadagno ma sarebbero «in perdita secca». E il Cta non è rimasto stupito dal fatto che la gara, per quanto europea e con massima visibilità, sia andata deserta: a dire del Consorzio la prova che la base d’asta sia del tutto inadeguata e troppo bassa. Tutti aspetti che sono stati sviscerati nel particolare, con tanto di perizie affidate a professionisti e stime specifiche, nel ricorso depositato in Provincia alla data della scadenza di presentazione delle offerte (mercoledì scorso). E non è escluso che possa esserci anche un ricorso al Tar per sospendere e annullare gli atti impugnati. Ma questa valutazione sarà all’ordine del giorno dell’assemblea del Cta prevista per domani.
I costi e i mezzi green
Stando ai calcoli del Consorzio l’importo previsto al chilometro è di 1,91 euro: un costo risicato che non copre i costi stando al Cta, che per lo svolgimento del servizio completo calcola un costo medio di 2,88 euro, ancora non abbastanza per avere un margine di guadagno. Nel bando sono anche previsti mezzi elettrici o a idrogeno o ibridi: in una percentuale del 38% su 455 veicoli totali. Un investimento non da poco se si considerata anche la realizzazione delle stazioni di ricarica. Quanto al personale, ai 405 autisti — a cui si sommano 8 amministrativi — se il costo medio orario previsto nella base d’asta è di 22,83 euro, secondo il Consorzio da contratto deve essere più elevato.
Scuola
Licei, ecco le nuove linee guida di Valditara: entra l'AI e scompare la Geostoria. Ma in Trentino decide l'autonomia: «Valuteremo il testo»
di Simone Casciano
Il Ministro firma la riforma che riporta la Geografia come materia autonoma e introduce l'intelligenza artificiale nei programmi. In Trentino il Soprintendente Rizza avverte: «Recepimento non automatico, conta l'autonomia»