Cronaca Giustizia
venerdì 28 Ottobre, 2022
Scontrini falsi negli AutoGrill per truffare Autostrada del Brennero, condannati a pagare 1 milione di euro
di Benedetta Centin
Secondo l'accusa i rendiconti di 4 autogrill dislocati lungo l'A22 erano stati volutamente contraffatti
Incassi fatti figurare volutamente più bassi, con meno caffè e più accendini venduti ad esempio, prodotto quest’ultimo per il quale non erano previste royalties da corrispondere. Per gli inquirenti solo un escamotage, da parte della società che aveva in gestione i punti vendita e bar-ristoranti, per raggirare Autostrada del Brennero spa, per pagarle meno di quanto invece dovuto. Se ieri in tribunale a Trento, nel corso dell’udienza davanti al gup Claudia Miori, la Sirio spa, società di ristorazione ravennate finita nel 2020 nel mirino della guardia di finanza, ha patteggiato una pena pecuniaria inferiore ai 10mila euro, dall’altra Autostrada del Brennero, parte civile, ha chiesto e ottenuto di incassare il milione di euro che era finito sotto sigilli. La somma (1.058.000 euro per la precisione) che era stata sequestrata dagli investigatori in via preventiva e che era destinata alla confisca, alle casse dello Stato. Per l’accusa il profitto realizzato con la truffa messa in atto tra aprile 2015 e dicembre 2019 dalla società subconcessionaria degli autogrill di Isarco est, Trens est ed ovest e Sciliar. Quanto, insomma, sarebbe stato regolarmente dovuto ad Autostrada del Brennero se il rendiconto degli scontrini battuti mensilmente (e relativa dichiarazione di conformità degli importi) non fossero stati artefatti facendo figurare – contesta la procura – la vendita di beni ad aliquota ordinaria o agevolata come beni invece esenti da royalties. La richiesta presentata dall’avvocato Beniamino Migliucci è stata accolta dal giudice e così ora la società dell’A22 si vedrà restituire quanto dovuto: un milione e poco più. Per ripianare il danno subito. Dall’altra l’allora amministratore delegato della Sirio Spa, Stefania Atzori, di Imola, Bologna, per il tramite del suo avvocato Claudio Cardia, ha chiesto la sospensione del procedimento per essere ammessa alla messa alla prova. Per fare lavori di pubblica utilità con l’obiettivo di estinguere il reato di truffa contestato. Quanto invece alla Sirio spa (Fausto Maroncelli l’amministratore giudiziario) ha presentato un nuovo ed articolato modello di vigilanza ed è scesa a patti con la giustizia. Assistita dall’avvocato Alessandro Melchionda, ha chiuso la sua posizione con una pena pecuniaria di 8600 euro
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