Vallagarina
venerdì 8 Maggio, 2026
Schiuma bianca e acqua torbida: a Villa Lagarina residenti preoccupati per l’inquinamento
di Marco Ranocchiari
L'osservato speciale è il Rio Molini: «Evento ricorrente, chiamato più volte i vigili del fuoco»
Acqua torbida e banchi di schiuma biancastra alla deriva. Giovedì mattina, il tratto dell’Adige subito a valle della confluenza con il Rio Molini, a Villa Lagarina, si presentava in condizioni che hanno immediatamente suscitato preoccupazione tra chi frequenta abitualmente la zona. Uno spettacolo tutt’altro che rassicurante, soprattutto alla foce di uno dei torrenti del Trentino che dovrebbero essere monitorati più attentamente a causa della presenza di Pfas, riscontrata più volte dal 2020 e il 2022, in una zona in cui operano diverse industrie, tra cui le Cartiere Villa Lagarina. Non è, inoltre, la prima volta che succede: già il 3 marzo scorso, per esempio, dal rio uscivano abbondanti schiume e acqua color ocra. Per monitorare la situazione erano arrivati i vigili del fuoco mentre Appa aveva acquisito dei campioni per monitorare la situazione e verificare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti. Episodi simili, riferiscono alcuni abitanti, si ripeterebbero da tempo, anche se raramente vengono documentati in modo sistematico.
Stavolta, però, non è avvenuto niente del genere. Fabio Franz, attivista volontario di Dai Nèta, gruppo coordinato da diverse realtà roveretane che opera per raccogliere rifiuti dispersi in natura, è stato tra i primi a dare l’allarme: «Appena ho visto quello che stava succedendo ho chiamato i vigili del fuoco. A differenza della volta scorsa però, con mia grande sorpresa, non sono venuti a fare nessun rilievo, dicendo che non era di loro competenza. Si sono limitati a girare ad Appa i video e le foto che avevo scattato». Le immagini mostrano chiaramente che la schiuma proviene dalla foce del Rio Molini e da lì si diffonde sull’Adige, accumulandosi in parte lungo le rive. Più difficile, invece, ricostruire con precisione il percorso dell’acqua a monte della foce. Pochi metri prima della confluenza, infatti, un canale tombato che raccoglie gli scarichi della cartiera si immette nel torrente; subito dopo, l’acqua si getta nel fiume attraverso una piccola cascata artificiale. È proprio da questo punto che la presenza della schiuma appare più evidente. Secondo Franz, gli sversamenti non sarebbero fenomeni episodici.
«Molte persone del posto confermano di esserci abituate. Dicono che succede spesso, tipicamente il giovedì. Se davvero è così, e avviene alla luce del giorno, viene da chiedersi cosa possa succedere durante la notte, quando non c’è nessuno a osservare. Tutto questo mi demoralizza». Nell’area sorgono diversi stabilimenti, alcuni dei quali operano in settori considerati a rischio per l’inquinamento delle acque.
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