Sanità
venerdì 6 Marzo, 2026
Sanità, nuovi problemi con il sistema TreC: Parolari (Pd) denuncia bug anche per le visite a pagamento
di Redazione
La consigliera del Partito Democratico interroga la Giunta sui malfunzionamenti del portale: «Pazienti penalizzati da interfacce non intuitive e dati mancanti»
Il difficile percorso della sanità trentina verso lo smaltimento delle liste d’attesa si arricchisce di un nuovo, problematico capitolo che vede protagonista il portale TreC. Nonostante le rassicurazioni dell’Assessorato alla Salute su un prossimo svuotamento dei contenitori delle prestazioni arretrate (23mila), la consigliera provinciale del Partito Democratico, Francesca Parolari, ha depositato un’interrogazione per segnalare come i disservizi informatici stiano ora colpendo duramente anche l’accesso alla libera professione. Secondo l’esponente dem, il sistema non solo non starebbe migliorando, ma continuerebbe a mostrare lacune strutturali che rendono la prenotazione di una visita una vera e propria «telenovela» dai risvolti preoccupanti per il cittadino.
L’atto ispettivo mette sotto la lente d’ingrandimento una serie di bug informatici macroscopici che minano la funzionalità del servizio. Uno dei problemi principali riguarda l’esposizione del calendario delle disponibilità, che appare spesso limitato a una singola schermata non intuitiva, inducendo l’utente a credere erroneamente che non vi siano ulteriori date disponibili. A questo si aggiunge la paradossale scomparsa di alcuni medici specialisti: Parolari sottolinea come in settori critici quali ortopedia, oculistica e otorinolaringoiatria, la ricerca per singola prestazione nasconda spesso i nomi dei professionisti che invece risultano visibili se cercati singolarmente. Per la consigliera, questa inefficienza tecnologica rappresenta una barriera inaccettabile, tanto da affermare che «presentare il TreC in conferenza stampa come un successo, mentre l’uso quotidiano rivela bug macroscopici, crea una frattura tra la narrazione politica e la realtà vissuta».
Oltre agli errori di visualizzazione, l’interrogazione evidenzia criticità sui filtri territoriali e sulla corretta identificazione delle prestazioni. Emblematico è il caso della cardiologia, dove la selezione di una sede specifica può restituire appuntamenti in ospedali distanti, come quelli di Rovereto o Pergine, disorientando il paziente. La consigliera Parolari esprime forte preoccupazione per l’impatto che queste difficoltà hanno sulle fasce più deboli, dichiarando che «il sistema attuale crea una selezione basata sulle competenze tecniche invece che sul bisogno clinico con la conseguente penalizzazione degli anziani e dei fragili». Il rischio concreto è che l’utente, frustrato dai continui errori o dall’incapacità di navigare un software ostico, finisca per rinunciare alla cura o rimandare controlli essenziali con possibili peggioramenti della propria salute.
L’affondo politico finale punta a definire le responsabilità di questa situazione definita «fuori controllo». Parolari interroga formalmente la Giunta provinciale per sapere se sia a conoscenza di questi ennesimi problemi tecnici e, soprattutto, «chi si assume la responsabilità clinica delle conseguenze sulla salute se un cittadino, a causa dei problemi e della scarsa intuitività del software, non trova una data disponibile e rinuncia alla cura».
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