Terra Madre

mercoledì 6 Maggio, 2026

Rovereto, al via «Il Canto della Terra»: al festiva della sostenibilità ambientale il grande protagonista è il cibo

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Tra le esperienze, laboratorio live di formaggi e degustazioni di marmellate

Da oggi a domenica a Rovereto torna «Il Canto della Terra – Song of the Earth», il festival, organizzato da «Tra le rocce e il cielo», che intreccia sostenibilità ambientale, crisi climatica e pratiche quotidiane, costruendo un dialogo tra scienza, arte e impegno civile. Al centro dell’edizione 2026, che si intitola «La stazione del cibo», c’è il tema del cibo come chiave di lettura del mondo contemporaneo, inteso come pratica culturale, relazione sociale e gesto politico. Attraverso laboratori scientifici e artistici per adulti e bambini, incontri, degustazioni, musica, giochi, momenti conviviali e un mercato contadino, il festival esplora il legame tra produzione, consumo e sostenibilità, mettendo in dialogo saperi scientifici e conoscenze quotidiane.

Oggi l’apertura è affidata allo sguardo fotografico di Marco Angheben con la mostra «I custodi del bosco», ospitata alla libreria Giunti, un racconto intenso che restituisce la presenza silenziosa e potente degli elementi naturali, tra fragilità e resistenza. Nello stesso pomeriggio e nelle giornate successive, l’oratorio Rosmini diventa il cuore pulsante del festival, accogliendo attività che intrecciano educazione, ricerca e partecipazione.
Il dialogo sulla sostenibilità attraversa le pratiche agricole con «Coltivare il futuro, dialoghi su una viticoltura sostenibile» a cura di Lumen Slow Journalism, che mette a confronto l’esperienza di Simone Benetti (Fondazione Famiglia Materna), Marco Grigolli e Marco Bezzi del Consorzio Vignaioli del Trentino sul tema della viticoltura sostenibile (oggi alle 18). Allo stesso modo, il rapporto tra cibo e trasformazioni sociali emerge nel talk «Il gusto dell’incontro. Prodotti locali, migrazioni e nuove culture del cibo nel Trentino che cambia» moderato da Viola Ducati, con gli interventi di Amerigo Ambrosi e Gaia Maronilli, insieme alle esperienze dei biodistretti trentini e di Atas, restituendo uno spaccato vivo di un territorio in evoluzione (domani alle 18).

All’interno del festival prende forma sabato pomeriggio all’oratorio «La Piazza dei saperi e dei sapori», uno spazio curato da Michela Luise in cui il pubblico può entrare in contatto diretto con il territorio attraverso chi lo coltiva, lo studia e lo trasforma. Qui l’esperienza passa dall’ascolto alla pratica: dallo Sportello Ortista, dove Romana del Vivaio Zaffoni condivide consigli concreti per la cura degli orti domestici, al laboratorio »Strano ma vero!» dell’associazione NetTare, che accompagna alla scoperta dei cicli produttivi e della stagionalità.

Accanto ai momenti di riflessione, il festival propone esperienze dirette: dai laboratori scientifici e sensoriali di Food Farm 4.0, come «From milk to cheese» per vedere come si fa il formaggio a «O James test hub» per una degustazione di marmellate, fino ai percorsi di educazione alimentare e interculturale con le donne migranti coinvolte nei progetti di Atas che daranno vita anche a una cena condivisa.
La dimensione partecipativa si estende anche alle pratiche artistiche, come il laboratorio di disegno botanico curato da Ateirami Studio, e alle attività per famiglie e bambini, tra cui il murale collettivo OrtArt di We-Ink. Nel programma del festival trova spazio anche il gioco come strumento di relazione, apprendimento e leggerezza. Tra questi «Prova a essere ape», proposta da Malga Riondera, che attraverso il gioco di ruolo avvicina grandi e piccoli alla vita delle api, e le esperienze diffuse negli spazi della roulotte sociale Giacomella di Studio Tangram, dove il gioco libero diventa occasione di incontro tra generazioni.
Il festival si apre anche al territorio e al paesaggio, con esperienze immersive come «Erbe nel piatto», che unisce raccolta a Trambileno, cucina e conoscenza delle piante spontanee, e l’escursione «Lupus in fabula» in Vallarsa, proposta dalla Sat, pensata per avvicinare anche i più piccoli alla natura.

A rafforzare la vocazione educativa e partecipativa del festival è la collaborazione con il «Festival Scienza Under 18 Trentino», che nelle mattine di oggi e domani porterà all’oratorio Rosmini studenti e studentesse protagonisti di esperimenti e attività scientifiche, trasformando il sapere in esperienza condivisa e accessibile.

Il Canto della Terra è finanziato dal bando «S4T – Station for Transformation» del Comune di Rovereto, Provincia e Regione, con il contributo di Fondazione Caritro, Dolomiti Energia, Keim e Banca per il Trentino. Nasce e cresce grazie a una rete ampia e articolata di collaborazioni. «Più che un evento – affermano gli organizzatori –, Il Canto della Terra si configura come un invito: a fermarsi, ascoltare, condividere e agire. Un’occasione per riscoprire il legame tra persone, ambiente e comunità, e per immaginare insieme nuove forme di equilibrio».