Alto Garda

sabato 14 Marzo, 2026

Riva del Garda, liti e polemiche al Circolo Pensionati: si dimettono tre storici consiglieri e cade l’intero direttivo

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Marco Maule, Carmen Cammarata e Ivo Castagnoli lasciano l’incarico denunciando una gestione «autoritaria». Al centro dello scontro il ruolo della segretaria: ora l'associazione torna alle urne

Non c’è pace per il circolo pensionati di Riva che, dopo le turbolente vicissitudini del 2023, si vede di nuovo coinvolto in un terremoto nel direttivo che vede le dimissioni di tre storici consiglieri Marco Maule (già presidente), Carmen Cammarata (già vicepresidente) e Ivo Castagnoli (già tesoriere). Da giorni la tensione al circolo era palpabile con screzi che non sono passati inosservati. Poi, ieri mattina, la decisione dei tre dimissionari di provare a ricucire chiedendo udienza al presidente Benito Zanoni. Nulla da fare. Le frizioni e le tensioni non hanno fatto altro che acuirsi tanto che Maule, Cammarata e Castagnoli hanno rassegnato formali e immediate dimissioni facendo decadere il direttivo che ora dovrà essere nuovamente votato.

«Una scelta inevitabile» – ammettono i dimissionari, che denunciano una deriva gestionale non più compatibile con i valori di trasparenza, collegialità e volontariato del Circolo. Le motivazioni della rottura sono tutte da circoscriversi nella figura della segretaria, Silvana Rosa, finita già al centro degli scontri del 2023 in qualità di presidente uscente e sostenitrice di una delle due correnti del circolo. I dimissionari hanno definito la condotta di Rosa «palesemente personalistica e autoritaria».

I tre parlano di «clima di tensione e perdita di volontari con una conduzione che starebbe spingendo storici collaboratori a rassegnare le dimissioni dal servizio, privando il bar e le attività sociali di risorse umane fondamentali. Inoltre – proseguono – contestiamo la proposta di nomina della stessa segretaria a vicepresidente e la segnalata nomina della sorella di quest’ultima nel ruolo di segretaria, atti ritenuti in totale spregio delle norme statutarie». E ancora: «È venuto meno il rapporto di stima reciproca e del senso del bene comune necessari per proseguire il mandato in modo sereno». «La nostra – concludono – è una scelta di alto senso di responsabilità volta a tutelare l’integrità del Circolo».