Alto Garda
lunedì 11 Maggio, 2026
Riva del Garda, c’è il protocollo contro per i controlli contro gli affitti turistici abusivi: ecco come funzionerà la stretta
di Leonardo Omezzolli
l nuovo sistema prevede l’interazione tra diversi uffici amministrativi e la polizia locale
La lotta agli alloggi turistici detti anche affitti brevi, specialmente quelli non nel solco della norma e quindi abusivi, è iniziata. L’amministrazione ha approvato nell’ultima giunta un vero e proprio protocollo d’azione che coinvolge uffici comunali, l’accesso a specifiche banche dati nazionali e non solo, la formazione di due agenti della polizia locale intercomunale, i dati di Geste e, non ultimo, un controllo preventivo che scatta immediatamente all’attivazione di un Cin, il codice obbligatorio per chi decide di locare il proprio immobile ad alloggio turistico. In buona sostanza, con questa linea di indirizzo si vogliono colpire tutti coloro che non sono in regola e, soprattutto, evitare che l’abusivismo e il sommerso siano maggiormente contrastati.
Il protocollo e le azioni
L’azione vuole, inoltre rendere più complessa la decisione del singolo di buttarsi a cuor leggero nel mondo degli affitti turistici cercando di convincere grazie anche ad altre agevolazioni la scelta di un affitto residenziale così da provare a contrastare l’assenza di appartamenti residenziali contenendo allo stesso tempo i costi. Da qui la volontà di sviluppare un iter operativo che coinvolge vari uffici. L’Ufficio alle attività economiche avvierà la verifica, al momento della comunicazione del codice Cin, dell’esistenza del vincolo di residenza ordinaria, sulla base dello stato tavolare degli immobili e, nel caso l’utilizzo proposto non sia conforme alla destinazione autorizzata, comunica tempestivamente all’interessato i motivi ostativi all’utilizzo dell’alloggio a fini turistici. Questo punto è il cardine dell’azione preventiva. Si procederà poi con azioni di controllo periodico ripetuto. L’Ufficio edilizia procederà all’estrazione di un campione pari ad almeno il 10% annuo delle pratiche edilizie che riguardano alloggi con il vincolo a residenza ordinaria e invierà l’elenco a Gestel. A questo punto, Gestel farà un incrocio dei dati dell’elenco degli alloggi oggetto di estrazione con il proprio data base e predisporrà un elenco che riporta le caratteristiche dell’alloggio (abitazione principale, seconda casa, uso turistico, abitazione a disposizione, Cav, oltre ad altre eventuali annotazioni ritenute rilevanti ai fini del controllo). Solo a questo punto entrerà in gioco la Polizia locale intercomunale che procederà agli accertamenti mediante sopralluoghi sull’effettivo utilizzo degli alloggi che sono stati dichiarati come seconda casa o ad uso turistico. Verranno poi fatte ulteriori verifiche sulle principali piattaforme di locazione turistica nei casi di possibile contrasto con la normativa sulla residenza ordinaria. A seguito delle verifiche si procederà all’opportuna comunicazione degli estremi e del contenuto di eventuali contratti di locazione stipulati o di altra documentazione utile a comprovare la situazione riscontrata. La documentazione ritorna all’ufficio edilizia che effettuerà sulla base delle indicazioni della polizia la verifica dei presupposti per l’applicabilità delle sanzioni.
La nuova banca dati Bdsr
Ad agevolare le indagini il Comune ha previsto un controllo ulteriore grazie alla possibilità di accedere in visualizzazione alla Banca Dati Strutture Ricettive (Bdsr), al cui interno si trovano tutte le unità immobiliari destinate alla locazione breve o per finalità turistica sia in forma imprenditoriale che non imprenditoriale aventi il Cin o che hanno attivato una Scia. Il Comune mediante specifiche procedure di accreditamento, potrà attraverso l’operatore comunale, visualizzare le strutture ricettive e gli alloggi e monitorare anche le procedure sanzionatorie secondo le disposizioni vigenti nella Provincia di Trento.