Trento

mercoledì 25 Febbraio, 2026

Rapinato alla festa di fine anno scolastico al parco delle Albere, nella colluttazione ha perso l’udito: i tre aggressori accusati di lesioni gravissime

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Uno è già in carcere, un altro è irreperibile: indagata anche tre ricettatori

Aveva preso parte con gli amici alla festa «Back to School», al parco Fratelli Michelin delle Albere, e quando l’alcol aveva iniziato a farsi sentire il ragazzo, 17 anni da compiere di lì a un mese, si era quasi addormentato su una panchina. Ed è stato allora che, in quel punto buio, è stato immobilizzato, aggredito brutalmente e rapinato del cellulare da tre sconosciuti. Tre ragazzi poco più grandi di lui, tutti cittadini marocchini, che si trovano ora a rispondere anche di lesioni gravissime in concorso, per quanto gli hanno provocato scaraventandolo con violenza a terra, dove aveva sbattuto la testa, sul marmo del viale. Abbastanza per fargli perdere l’udito di un orecchio e da comportargli un deficit uditivo all’altro. Danni per almeno 100mila euro di cui il ragazzo, ora maggiorenne, chiederà un risarcimento, costituendosi parte civile nella prossima udienza di giugno attraverso l’avvocato Matteo Benvegnù. Nel frattempo chiederà un indennizzo al Fondo di Garanzia per le vittime di reati intenzionali violenti.

Nel procedimento sono comunque sei gli imputati, tre dei quali ad oggi ancora irreperibili, irrintracciabili. I restanti tre, anche loro giovani cittadini marocchini, sono chiamati a rispondere di ricettazione e acquisto di cose di sospetta provenienza in merito al cellulare rubato allo studente, nelle settimane dopo rivenduto e comprato appunto.

Immobilizzato e derubato

L’episodio si era registrato alle prime ore di domenica 8 settembre 2024, in un’area poco illuminata del parco delle Albere. I tre stranieri, un 20enne detenuto a Spini di Gardolo, un senza fissa dimora irreperibile di 22 e un terzo residente a Trento, assistiti dagli avvocati Elena Gabrielli, Andrea Stefenelli e Giovanna Frizzi, secondo la ricostruzione avevano avvicinato lo studente trentino sopito nella panchina e lo avevano immobilizzato. Uno l’aveva bloccato da dietro, con la presa del braccio a morsa sul collo, manovra che può causare soffocamento, tanto che il minorenne aveva cercato di appoggiarsi alla panchina. L’altro invece, che gli si era parato davanti, aveva sollevato da terra il ragazzo, lo aveva cinto dalla maglietta e scaraventato con violenza a terra, facendogli battere la testa contro il marmo del viale. Ed è stato allora che il terzo imputato ha frugato le sue tasche dei pantaloni, rubandogli lo smartphone. Per il terzetto l’accusa è quella di rapina in concorso, con l’aggravante di aver agito su un minorenne e di aver approfittato del suo stato di incapacità, dovuto in quel momento all’assunzione di alcol e al fatto che fosse notte; ancora di aver agito in un luogo poco illuminato. Ai tre vengono contestate anche le lesioni gravissime, per quella ferita al cuoio capelluto che aveva fatto trasportare d’urgenza l’allora 17enne al pronto soccorso, ricoverato poi per una settimana in Neurologia, dove gli era stata diagnosticata la frattura del condotto uditivo con indebolimento permanente del senso. E, per questa contestazione, tra le aggravanti formalizzate c’è anche quella di aver fatto male al ragazzo per mettere a segno la rapina, per trarne profitto.