I numeri raccontano meglio di qualsiasi aggettivo la portata delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 in Trentino. Dietro le gare che hanno interessato il territorio si è mosso un intero sistema, capace di coniugare organizzazione, competenze tecniche e innovazione. La Val di Fiemme, palcoscenico internazionale delle competizioni di sci di fondo, salto con gli sci e combinata nordica, si è trasformata in un laboratorio operativo in grado di accogliere atleti e quasi quindicimila spettatori distribuiti nei due centri sportivi.
A tracciare un primo bilancio è il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. «Siamo ormai alla conclusione dei Giochi olimpici: credo che l’immagine del Trentino, nel suo ruolo organizzativo in queste settimane, sia stata significativa. Il contributo delle amministrazioni locali, delle forze dell’ordine e della nostra Protezione Civile si è fatto vedere». Fugatti sottolinea anche il valore umano dietro la macchina organizzativa: «Dobbiamo ringraziare tutte le persone che ancora oggi continuano a operare».
Il presidente richiama poi i risultati sportivi: «Ottime anche le prestazioni dei nostri atleti, che hanno ottenuto ben 14 medaglie: un risultato ben oltre le aspettative. E non è ancora finita, considerando gli appuntamenti delle prossime ore».
Lo sguardo è già rivolto al prossimo appuntamento: «Ora ci prepariamo alle Paralimpiadi, con un’organizzazione costruita nel tempo. Anche in questo caso sono in gara diversi atleti del Trentino e molti di loro puntano al podio. Continueremo a lavorare affinché l’organizzazione sia tra le migliori, offrendo a tutti le condizioni ideali per competere e per partecipare».
Val di Fiemme, cuore delle competizioni nordiche
La Val di Fiemme ha ospitato 19 gare complessive: dieci di sci di fondo al Centro del fondo Lago di Tesero, sei di salto con gli sci a Predazzo e tre di combinata nordica, con l’impiego di entrambi i centri olimpici. Un calendario intenso che ha confermato la centralità degli impianti trentini e la loro piena capacità di sostenere un evento olimpico.
Il Trentino-Alto Adige ha schierato 88 atleti, di cui 36 trentini (18 donne e 18 uomini), ai quali si aggiungono sei atleti che si allenano stabilmente sul territorio. Gli atleti internazionali ospitati in Trentino sono stati complessivamente 640. Per il pubblico erano disponibili 9.800 posti a Tesero e 4.800 ai trampolini di Predazzo.
Il contributo al medagliere azzurro
Significativo il contributo degli atleti legati al Trentino al bottino italiano. Tra gli ori spiccano quelli conquistati da Andrea Giovannini e Michele Malfatti nel pattinaggio di velocità (inseguimento a squadre), da Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Chiara Betti nello short track (staffetta mista) e da Simone Deromedis nello skicross.
Argento per Chiara Betti e Arianna Sighel nella staffetta 3.000 metri di short track. Bronzo per Lara Naki Guttman nel pattinaggio di figura (gara a squadre), per Amos Mosaner nel curling (doppio misto) e per Pietro Sighel e Thomas Nadalini nella staffetta 5.000 metri di short track. A queste si aggiunge il bronzo nel Big Air femminile di Flora Tabanelli, atleta bolognese che ha scelto di allenarsi in Val di Fassa.
Nel complesso l’Italia chiude con 29 medaglie — 10 ori, 6 argenti e 13 bronzi — risultato che vale il terzo posto nel medagliere, alle spalle di Norvegia e Stati Uniti.
La macchina organizzativa
Dietro le competizioni si è mossa una struttura imponente: 1.600 operatori della Protezione civile impegnati a supporto dell’evento. Ogni giorno, all’interno dell’ex maneggio di Predazzo, venivano preparati tra i 900 e i 1.000 pasti caldi per volontari e addetti ai lavori, in una gestione che ha richiesto pianificazione e coordinamento costanti.
Novanta i battitori impegnati sulla pista di atterraggio del salto con gli sci a Predazzo, un’attività tecnica fondamentale per garantire sicurezza e qualità delle gare.
Trasporti e investimenti infrastrutturali
Anche sul fronte della mobilità i numeri delineano la dimensione dell’impegno: circa 950 persone trasportate ogni giorno. Trentino Trasporti ha messo in campo venti nuovi autobus elettrici e dieci a metano, accompagnati dalla realizzazione di un nuovo punto di rifornimento e di due stazioni di ricarica elettrica.
A questi si sono aggiunti una quindicina di autobus di una ditta privata per il collegamento tra la Val di Fiemme e la ferrovia a Ora, 35 navette dedicate ai parcheggi e dieci autobus a potenziamento del servizio di linea.
Un insieme di numeri che restituisce la dimensione di un evento sportivo, ma soprattutto di una sfida organizzativa che ha coinvolto l’intero territorio, mettendo alla prova — e valorizzando — competenze, infrastrutture e capacità di fare sistema.