Montagna
martedì 17 Marzo, 2026
Primiero, la chiusura anticipata della funivia fa scoppiare la polemica. La società: «La prendevano solo 75 persone al giorno»
di Redazione
Ma gli operatori non escludono una richiesta di risarcimento
È un comunicato dai toni piccati quello arrivato ieri alla stampa da parte di alcuni operatori della montagna dopo la chiusura anticipata della funivia Rosetta. Nel testo si parla di «forte preoccupazione» e si sostiene che la decisione, arrivata «senza spiegazioni ufficiali», rischi di avere «conseguenze economiche concrete per chi lavora grazie al turismo e alla frequentazione delle Pale di San Martino».
Dopo una stagione invernale segnata dalla scarsità di neve, penalizzante per lo sci fuori pista e le uscite con le craspe, una parte di guide alpine, rifugisti e albergatori lamenta che lo stop dell’impianto arrivi proprio nel momento in cui, si legge nel comunicato, «la neve è finalmente arrivata». La chiusura, osservano, crea «un problema reale per tutto il territorio»: molte strutture ricettive avrebbero infatti ancora «prenotazioni attive, gruppi organizzati e settimane di vacanza programmate» proprio per poter raggiungere facilmente l’altopiano delle Pale.
La comunicazione della chiusura era stata trasmessa il 6 marzo scorso. La funivia ha chiuso ieri e riaprirà nelle sole giornate di sabato e domenica fino al 29 marzo. Secondo gli operatori preoccupati, questa scelta rischia ora di complicare l’attività di chi si trova a gestire disdette, programmi modificati e turisti delusi.
Nella nota si richiama anche un ulteriore elemento osservato da molti frequentatori della montagna: il bar alla stazione di monte della funivia, rimasto chiuso per tutto l’inverno. Un servizio in meno che, per chi frequenta l’alta quota, non viene considerato secondario, in un contesto dove trovare riparo o una bevanda calda può rappresentare un’esigenza concreta.
Il malumore, in ogni caso, non appare generalizzato, ma riferibile a una parte degli operatori, che chiede chiarimenti ufficiali e non esclude la possibilità di valutare richieste di risarcimento. «Noi programmiamo il lavoro mesi prima», osserva una guida alpina che preferisce non esporsi pubblicamente. «Quando un impianto così importante chiude all’improvviso senza spiegazioni, non saltano solo le escursioni: salta l’equilibrio di un’intera stagione».
La risposta del presidente della San Martino-Rolle, Giacobbe Zortea, non si è fatta attendere ed è stata tutt’altro che conciliante. Sentito dal T, Zortea respinge le accuse ricordando anzitutto un dato che, a suo dire, pesa più di ogni polemica: molte strutture ricettive chiuderanno già il 22 marzo, mentre gli impianti sciistici resteranno aperti fino al 6 aprile.
Quanto alla funivia Rosetta, il presidente spiega che la chiusura anticipata si è resa necessaria per avviare il prima possibile i lavori di revisione delle cabine, così da garantire l’apertura per la stagione estiva. «Abbiamo potuto prendere questa decisione solo dopo che la ditta incaricata ci ha comunicato le date disponibili per eseguire gli interventi», afferma.
Zortea aggiunge poi un ulteriore elemento: nelle ultime settimane la funivia Rosetta ha registrato una media di circa 75 passaggi al giorno, un dato che, nella lettura della società, ridimensiona la portata delle contestazioni. E conclude con una stoccata alle voci critiche: «Ricordo che la nostra società ha investito oltre 30 milioni di euro e ne investirà ben oltre tale cifra nei prossimi anni per garantire uno standard degno del nome di San Martino. Spero che anche gli operatori che ora si lamentano siano disposti a fare uno sforzo per cercare di tenere aperte le proprie attività almeno quanto noi teniamo aperti gli impianti».
Resta così aperto il confronto su una scelta che tocca uno dei luoghi simbolo delle Pale di San Martino. La Rosetta è infatti accesso privilegiato a un ambiente di straordinaria bellezza, balcone unico sulle Dolomiti, ma l’inverno, a differenza dell’estate, non porta sull’impianto volumi particolarmente elevati. Ed è proprio su questo equilibrio, tra sostenibilità gestionale e aspettative di una parte del territorio, che in questi giorni si concentra il dibattito.
Il progetto
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