Economia

mercoledì 25 Marzo, 2026

Presidenza FederCoop, nessun accordo: non ci sarà un candidato del CdA. Simoni: «Rammaricato, abbiamo perso un’occasione»

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Nemmeno il nome di Maurizio Maffei ha convinto pienamente i consiglieri. Il presidente: «Il confronto è valore fondante, va recuperato»

Non ci sarà alcun candidato indicato dal CdA alle prossime elezioni per la presidenza della FederCoop. L’annuncio arriva direttamente da una nota stampa diffusa da via Segantini, dopo che anche l’ipotesi Maurizio Maffei è naufragata.

«Il Consiglio ha deciso di non avvalersi della facoltà prevista dall’articolo 32 dello Statuto, che consente al CdA di indicare formalmente un proprio candidato alla presidenza entro il 31 marzo – si legge – La norma non è stata applicata: nessun candidato è stato designato. Il percorso si apre quindi alla fase successiva: le candidature potranno essere presentate entro il 20 aprile, in forma scritta, con il sostegno di almeno 15 soci rappresentativi di almeno 4 settori su 5 e titolari complessivamente di almeno 40 voti assembleari. L’assemblea elettiva per il rinnovo di tutte le cariche rimane convocata per il 12 giugno».

Si chiude così una partita cominciata poche settimane fa, quando l’attuale presidente Roberto Simoni aveva dato la sua disponibilità a un nuovo mandato. I vicepresidenti del CdA, attraverso una lettera, l’avevano invece invitato a fare un passo indietro: dopo le serrate trattative, era stato lo stesso Simoni a proporre il nome di Maurizio Maffei, presidente della Cassa Rurale della Vallagarina, che però prima di assumersi la responsabilità ha chiesto il sostegno di un’ampia maggioranza. Che, a quanto pare, non è arrivato.

«Sono rammaricato dal fatto che il Consiglio non sia riuscito a esprimere una propria candidatura — ha dichiarato Simoni — Avevamo a disposizione tre mesi e gli strumenti statutari per farlo: abbiamo perso un’occasione di confronto programmatico che avrebbe arricchito il dibattito e dato alla base sociale elementi concreti per scegliere. Va riconosciuto il contributo di Maffei: ha offerto la propria disponibilità in un momento non semplice, ha lavorato su linee programmatiche serie e si è esposto con senso di responsabilità».

Simoni non risparmia dunque anche una critica agli altri componenti del CdA: «Nella cultura cooperativa il confronto aperto è un valore fondante: esporsi, discutere e misurare le proprie idee con quelle degli altri non è un rischio, è la condizione stessa della democrazia – conclude il presidente – Mi auguro che la prossima fase, inclusa quella assembleare, restituisca al movimento quella pienezza di dibattito che le prossime settimane richiederanno. Nel frattempo, continuerò a svolgere il mio ruolo di presidente e a partecipare alla valutazione di possibili candidature, con la stessa responsabilità di sempre, fino all’assemblea del 12 giugno».