Il caso
martedì 9 Gennaio, 2024
Pozzolo, il deputato di Fratelli d’Italia, sospeso dal partito dopo gli spari di Capodanno
di Redazione
Scatta il provvedimento in via cautelare, in attesa della decisione dei probiviri. Nei prossimi giorni sarà affidata una consulenza balistica per ricostruire la traiettoria del proiettile
Il deputato Emanuele Pozzolo è stato sospeso dal gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. La decisione è arrivata dopo la richiesta della leader del partito, la premier Giorgia Meloni, di chiederne il deferimento ai probiviri e la sospensione dal partito nelle more del giudizio, a seguito di quanto accaduto alla festa di capodanno nel Biellese quando uno sparo è partito dalla pistola di Pozzolo ferendo un uomo di 31 anni.
Attraverso una nota, il capogruppo di FdI a Montecitorio, Tommaso Foti, ha spiegato che «l’ufficio di Presidenza del Gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera ha adottato in data odierna, in via d’urgenza, la misura cautelare della sospensione dal gruppo stesso dell’onorevole Emanuele Pozzolo».
Prosegue intanto a ritmo serrato il lavoro della procura di Biella su quando accaduto la notte di Capodanno nella pro loco di Rosazza. Al vaglio degli investigatori le testimonianze rese subito dopo l’accaduto e quelle raccolte nei giorni seguenti, tra cui quelle del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, della sorella Francesca Delmastro, sindaca di Rosazza, e dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Biella, Davide Zappalà ascoltati lunedì pomeriggio come testimoni al Palazzo di Giustizia. Intanto, in attesa dell’esito dello stub, esame che dovrà accertare o meno la presenza di residui di polvere da sparo sulle mani e sugli abiti del parlamentare, gli investigatori potrebbero già nei prossimi giorni affidare una consulenza balistica per ricostruire la traiettoria del proiettile. Al momento, comunque, non dovrebbe essere imminente la convocazione in procura del parlamentare per essere interrogato.
«L’approfondimento in corso da parte dell’autorità giudiziaria va tenuto il più possibile immune da valutazioni del tutto estranee alle dinamiche processuali. In ogni caso, se è partito un colpo di pistola nel corso di una riunione di più persone, è evidente che vanno accertate le responsabilità. «Non mi sono mai sottratto ai confronti parlamentari quando richiesto. Nel caso di specie non vedo cosa possa riferire, se non per quanto riguarda la licenza di porto d’armi e le forme di tutela personale assicurate al parlamentare, che mi risultano essere state disposte all’esito di iter decisionali corretti», ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in una intervista al Messaggero.
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