L'indagine

venerdì 3 Aprile, 2026

Portò un’opera d’arte all’estero senza permesso: Vittorio Sgarbi rischia un nuovo processo

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Per il dipinto di Valentin de Boulogne serviva un attestato di libera circolazione

Il presidente del Mart Vittorio Sgarbi rischia di incorrere in un nuovo processo giudiziario con l’accusa di esportazione illecita di beni culturali, reato previsto dall’articolo 518 undecies del Codice penale, che prevede la reclusione da due a otto anni e una multa fino a 80 mila euro. A riferirlo è il quotidiano La Stampa secondo cui al termine delle indagini preliminari la procura di Imperia ne ha chiesto il rinvio a giudizio. L’accusa è quella di aver portato a Montecarlo, in assenza dell’attestato di libera circolazione, il dipinto «Concerto con bevitore» del pittore francese Valentin de Boulogne. Si attende ora la fissazione dell’udienza preliminare con la decisione del Gip di aprire o meno un nuovo processo penale. Lo scorso febbraio il presidente del Mart era stato invece assolto dal tribunale di Reggio Emilia, con rito abbreviato, dall’accusa di riciclaggio legata al dipinto «La cattura di san Pietro» di Rutilio Manetti, rubato nel 2013 da un castello in Piemonte.

Questa nuova indagine riguarda come detto il dipinto «Concerto con bevitore». Un’indagine complessa, che era già sfociata in un primo processo, sempre in tribunale a Imperia. Processo poi sospeso grazie all’accoglimento da parte del giudice dell’eccezione di incompetenza funzionale sollevata dagli avvocati difensori di Sgarbi Giampaolo Cicconi e Alfonso Furgiele per erronea citazione a giudizio. Eccezione che è stata appunto accolta dal giudice, che ha quindi rimesso gli atti al pubblico ministero. Successivamente si è tuttavia aperta un’altra controversia giudiziaria che, per essere sbrogliata, ha richiesto anche l’intervento della Cassazione, la quale ha accolto in questo caso la tesi della procura, stabilendo che sì, Imperia (in Liguria) è la sede appropriata per questo processo, respingendo così l’eccezione di incompetenza territoriale con la quale i legali di Sgarbi avevano chiesto il trasferimento del fascicolo a Roma.
In questo nuovo procedimento Sgarbi non è l’unico indagato. Assieme a lui compare innanzitutto Sabrina Colle, sua compagna e amministratrice unica della Hestia srl (società di servizi di consulenza nel campo dell’arte), la quale avrebbe concordato con Gianni Filippini (altro indagato) la vendita all’estero dell’opera, pur nella consapevolezza dell’assenza dell’attestato di libera circolazione. Filippini è uno dei due collaboratori di Sgarbi indagati, l’altra e Maria Caradonna. Nel dettaglio il presidente del Mart è accusato di aver dato incarico a Colle di occuparsi della valutazione e della vendita delle opere di sua proprietà, tra cui il dipinto incriminato.