La polemica
domenica 2 Agosto, 2026
Polemica sentieri, la replica delle sezioni Sat della val di Fassa a Guglielmi: «Parole ingenerose, i volontari meritano rispetto e non delegittimazione»
di Redazione
«Ridurre la montagna a un prodotto turistico significa non riconoscere il valore della comunità che la abita, la conosce e se ne prende cura»
Continua a far discutere l’attacco del consigliere Luca Guglielmi rivolto alla Sat per la presunta scarsa manutenzione dei sentieri in val di Fassa. Dopo gli interventi del presidente Ferrari e del Cai, nelle ultime ore a prendere parola per difendere il proprio operato sono state le stesse sezioni satine della Val di Fassa.
«Le accuse formulate dal consigliere provinciale Luca Guglielmi in merito alla presunta insufficiente manutenzione di alcuni sentieri della zona del Passo Fedaia e della Marmolada risultano particolarmente ingenerose nei confronti di chi opera concretamente e con continuità sul territorio – si legge nella nota – In Val di Fassa la cura della rete sentieristica non è un’attività occasionale, ma un impegno radicato nella storia delle sezioni locali. Da generazioni i volontari controllano i percorsi, intervengono sulla segnaletica, effettuano lavori di pulizia e ripristino e segnalano le situazioni che richiedono interventi più complessi. Lo fanno spesso in luoghi difficili da raggiungere, trasportando a spalla materiali e attrezzature e sottraendo tempo al lavoro e alle proprie famiglie. A questo impegno si aggiunge quello dei gestori dei rifugi e delle strutture SAT presenti in Val di Fassa, che collaborano direttamente alla cura e al controllo dei sentieri di accesso alle strutture, intervenendo sulle criticità più immediate e segnalando tempestivamente i problemi riscontrati lungo i percorsi».
Le sezioni rivendicano dunque le attività svolte in quota e le collaborazioni portate avanti negli anni per rendere sempre più capillari ed efficaci gli interventi dei volontari: «Sorprende che un rappresentante delle istituzioni abbia scelto la strada dell’accusa pubblica, anziché quella del dialogo con le sezioni, con i volontari e con gli enti che da anni lavorano insieme per affrontare le criticità – prosegue la nota – La montagna, per la Sat e per l’intera comunità fassana, non rappresenta e non deve rappresentare soltanto una risorsa turistica ed economica. È prima di tutto un patrimonio identitario e valoriale, costruito nel tempo sul rispetto, sulla conoscenza, sulla responsabilità e sulla tradizione».
La società critica quindi la promozione della montagna come meta turistica aperta a tutti e la presa di posizione di Guglielmi, ricondotta a una delegittimazione del volontariato: «Ridurre la montagna a un prodotto da rendere sempre più accessibile e consumabile significa non riconoscere il valore della comunità che la abita, la conosce e se ne prende cura – concludono le sezioni – Significa soprattutto dimenticare che dietro ogni sentiero mantenuto, ogni segnavia ripristinato e ogni intervento effettuato in quota vi sono persone che prestano gratuitamente il proprio servizio nell’interesse di residenti e ospiti. I volontari della Sat non chiedono riconoscimenti particolari. Meritano però rispetto, sostegno e la consapevolezza, da parte delle istituzioni, del valore sociale del loro impegno. Prima di formulare accuse generalizzate sarebbe stato opportuno incontrare chi opera sul territorio, conoscere il lavoro svolto e riconoscere la rete di collaborazione che la Val di Fassa ha saputo costruire negli anni. È da questo confronto, e non dalla delegittimazione del volontariato, che possono nascere soluzioni utili alla montagna e all’intera comunità».
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