Il ricordo

domenica 4 Gennaio, 2026

Pergine, a un anno dalla scomparsa comunità riunita per ricordare Paolo Alverà

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Atleta prodigio conquistò il titolo italiano nel pattinaggio di velocità e uno nel ciclismo su strada. Amava anche l'hockey

Il mondo di Paolo Alverà si è riunito ad un anno dalla sua scomparsa. Nella mattinata di ieri, infatti, parenti, amici e conoscenti si sono dati appuntamento per un momento di ricordo in suo onore. Carichi d’emozione, sul palco allestito in Piazza Municipio, uno dopo l’altro si sono susseguiti i ricordi e le testimonianze di coloro che con Alverà hanno trascorso attimi di vita quotidiana, omaggiandone l’uomo e l’atleta.
Sono i figli Marco, Angelica ed Emma a raccontare l’origine dell’evento. «Oggi è un anno che papà ci ha lasciati. Volevamo ricordarlo con tutti voi perché Paolo non è stato solo nostro padre ma un grande atleta e un amico. È un invito a condividere i ricordi che ci accomunano».
Nato nel 1966, Paolo Alverà, ha dedicato la vita allo sport. Atleta prodigio, a soli 14 anni conquistò il titolo italiano nel pattinaggio di velocità e uno nel ciclismo su strada. La sua passione, in seguito, divenne la mountain bike con la quale si costruì una carriera agonistica trentennale, partecipando a competizioni nazionali ed internazionali. Nel 1991 vinse i campionati italiani di cross country e tra il 1995 e il 1996 ottenne due titoli italiani di ciclocross. Due anni più tardi conquistò un quinto posto ai mondiali di cross country svoltisi in Canada. Appassionato di triathlon amava anche l’hockey, sport che aveva praticato in giovane età.
I compagni dell‘Hockey Pergine, assieme al Presidente Stefano Frisanco, dal palco ricordano un giovane forte nel fisico e dall’anima combattiva. Affiorano così, ricordi di vecchie partite e aneddoti divertenti nei quali Alverà è stato protagonista sia in campo che fuori quando, smesso con l’hockey, aveva deciso di rimanere vicino alla squadra diventando uno degli autisti della società. Un amore, quello per il ghiaccio, che è filo conduttore per l’introduzione dei Velocisti Ghiaccio Pergine. Nelle parole di Federica Faustini e Roberto Fontanari emerge il ritratto di un uomo che ha rappresentato onorevolmente lo sport in ogni sua forma. «Anche senza un ruolo ufficiale, la sua presenza, il suo modo di vivere il pattinaggio, hanno lasciato un segno che va oltre i risultati – recita parte della lettera dell’associazione – Oggi lo ricordiamo con affetto e riconoscenza. Il suo spirito continua a scorrere sul ghiaccio insieme a noi». Andrea Pergher, presidente dello Sporting Club Pergine, ricorda Alverà come un uomo energetico, pronto ad aiutare i giovani pattinatori in un periodo complicato come quello del salto dal mondo dilettantistico a quello competitivo. «Era un vulcano attivo, un atleta a 360 gradi. Probabilmente si annoiava a fare un solo sport o forse era contrario alla specializzazione – scherza – Allo Sporting ha aiutato tanti ragazzini nel difficile passaggio all’agonismo, facendolo sempre attraverso il gioco e con il sorriso sulle labbra».
Infine, l’intervento di Stefano Sartori, in qualità di Presidente della Polisportiva Oltrefersina associazione all’interno della quale, Paolo Alverà, al termine della propria carriera da agonista nel 2015 fondò la Scuola Nazionale Mountain Bike. «Paolo è qui. Era una persona che trasmetteva passione. Lo sport lo viveva e lo sentiva. La Polisportiva lo ringrazia per quello che ha fatto, che ha lasciato e che porteremo avanti». «La giornata è fresca ma siamo riscaldati dalla passione che Paolo ci ha trasmesso – il ricordo dei colleghi della MTB Oltrefersina – Paolo è nei sorrisi dei ragazzi e nella voglia che ci mettono a pedalare». Un uomo che ha lasciato un segno indelebile non solo nel mondo dello sport ma anche in quello della comunità perginese. A ricordarlo sono infatti anche le istituzioni, nelle figure del Sindaco Marco Morelli che nel suo intervento condivide un pensiero sulla bontà del lato umano di Alverà e le assessore Carla Zanella e Roberta Bergamo. Un pensiero anche da Andrea Fontanari, Presidente della Comunità Alta Valsugana e Bersntol, che oltre a ricordare un amico ha sottolineato come l’uomo fosse un esempio per i giovani atleti del territorio.