Cultura

venerdì 3 Aprile, 2026

Pasqua in Trentino tra cultura e natura: ecco tutti i musei aperti e le attività per le famiglie nel lungo weekend di festa

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Dalle palafitte di Fiavé ai castelli del Buonconsiglio, fino alle mostre del Mart e del Muse: guida completa agli appuntamenti del weekend pasquale

C’è un tempo, con la Pasqua, in cui la primavera smette di essere una promessa e diventa presenza. I giorni si allungano, i paesaggi si accendono e anche il tempo libero sembra trovare una qualità diversa. È la stagione ideale per alternare la vita all’aperto a soste nei diversi musei della provincia – quasi tutti aperti a Pasqua e Pasquetta.

Si può partire dall’antico, scendendo sotto la città di Trento, dove lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas e la Villa romana di Orfeo restituiscono le tracce di una città che continua a vivere sotto quella contemporanea. I due siti, curati dalla soprintendenza per i beni culturali, permettono di entrare nella Tridentum di duemila anni fa, tra mosaici, ambienti domestici e strutture urbane, accompagnati dalla mostra «I colori di Tridentum», che restituisce la dimensione concreta dell’abitare romano, tra decorazioni e oggetti della vita quotidiana.

Lo sguardo si allarga poi al territorio: a Sanzeno, il Museo Retico segue il lungo filo della storia della Val di Non, dai cacciatori paleolitici fino all’età romana, soffermandosi sulla civiltà dei reti.

A Fiavé, la riapertura del Parco Archeo Natura e del Museo delle Palafitte introduce un altro livello di immersione: non solo reperti, ma ambienti ricostruiti e gesti da immaginare. La rassegna «Primavera in palafitta» accompagna la visita con attività partecipate, tra cui la «Caccia alle uova» e visite guidate che permettono di entrare nella vita quotidiana di oltre 3.500 anni fa.

Dall’archeologia si passa alle architetture del potere, dove il paesaggio diventa parte integrante della storia. Il Castello del Buonconsiglio e le sue sedi — Castel Thun, Castel Beseno, Castel Stenico e Castel Caldes — offrono un intreccio continuo tra interni affrescati, cortili e giardini. Durante le festività pasquali questi spazi si animano anche attraverso giochi come la «Caccia all’uovo», che trasforma la visita in un’esperienza condivisa, mentre oggi (venerdì 3) al Buonconsiglio una visita speciale con la direttrice Cristina Collettini propone una lettura ravvicinata delle opere, restituendone simboli e significati anche ai più piccoli.

A questo punto, lo sguardo si sposta verso la contemporaneità e la ricerca scientifica. Al MUSE, con «Oltre il traguardo. La scienza che muove lo sport», prende forma un percorso in cui fisiologia, tecnologia e allenamento si intrecciano. Accanto a questo, «Tech IT Easy» riflette sul rapporto tra persone e dispositivi digitali, mentre il sistema UranIA accompagna il visitatore nella comprensione dei contenuti del museo. La foresta tropicale montana, recentemente riallestita, ospita «Old, New Species», dedicata alla scoperta di nuove specie nei Tropici, mentre al Palazzo delle Albere prosegue «Il potere delle macchine». Nelle sedi territoriali il racconto si amplia: al Museo geologico delle Dolomiti di Predazzo, tra fossili e installazioni immersive, e al Museo delle palafitte del Lago di Ledro, nella ricostruzione della vita quotidiana di un villaggio dell’età del bronzo.

Da qui il percorso prosegue naturalmente verso il Novecento. A Rovereto, il Mart propone un altro tipo di attraversamento, dentro le tensioni del Secolo Breve. Le grandi mostre dedicate ad Anselmo Bucci e Luigi Bonazza mettono in dialogo percorsi diversi ma complementari, tra Italia ed Europa, tra pittura, grafica e visione, mentre alla Galleria Civica di Trento «Hit List 80» restituisce uno spaccato della città attraverso arte, design e architettura. Parte del patrimonio museale è anche Casa d’arte futurista Depero, unico museo futurista al mondo, progettato dallo stesso artista. Ultimi giorni per visitare, ancora a Trento, la rassegna dedicata a Riccardo Schweizer, fino al 6 aprile a Palazzo delle Albere. Accanto a questa, il progetto «Lascia che tutto ti accada» apre uno spazio di riflessione sul tema della disabilità al Palazzo Assessorile di Cles.

Sempre a Rovereto, da non perdere le mostre «Ritratti d’albero. Da Segantini a Vallorz» e «Memorie del sottosuolo», rispettivamente al museo della città e al museo di scienze e archeologia della Fondazione Museo Civico, mentre il MART (nella sezione dedicata), accanto alle sue collezioni, propone le mostre «Raccontare (è) immaginare», una riflessione sul colonialismo italiano, e «Karakorum 1929: l’impresa sospesa».

Tornando indietro nel tempo, ma tornando nel cuore della città capoluogo, una tappa al Museo Diocesano Tridentino e alle sue collezioni (chiuso a Pasqua) permette di attraversare secoli di storia. La dimensione storica più recente trova invece spazio nelle sedi della Fondazione Museo Storico del Trentino, dove il racconto si costruisce attraverso più livelli: le mostre delle Gallerie di Piedicastello, il percorso del Museo Caproni, il nuovo spazio «Novecento Trentino ’14 ’72». Qui la memoria si intreccia con il presente, anche attraverso visite guidate gratuite che accompagnano il pubblico nella lettura dei percorsi espositivi. Poco distante, il Forte di Cadine riapre, restituendo una dimensione più diretta della storia militare del territorio.

A Riva del Garda, il MAG – Museo Alto Garda propone la mostra «Claudio Orlandi. Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio», un progetto fotografico che riflette sulla trasformazione dei paesaggi glaciali. Da mettere in agenda anche una visita alla Galleria civica «G. Segantini» di Arco con la mostra «Giovanni Segantini. Opere scelte».

Il METS – Museo etnografico trentino San Michele racconta le trasformazioni del mondo alpino, mentre a Pieve Tesino il polo della Fondazione Trentina Alcide De GasperiMuseo Casa De Gasperi e Museo Per Via (chiusi a Pasqua) – apre uno sguardo che va oltre il contesto locale, tra storia e dimensione europea, con aperture straordinarie nel periodo pasquale. Sempre sul territorio, il Museo Lusérn riapre a Pasquetta con una nuova proposta espositiva dedicata al mondo naturale e alla cultura cimbra, affiancata da attività e laboratori, mentre fino al 6 aprile resta visitabile il Museo Ladino di Fassa con la mostra «Il Pendio Bianco», che ripercorre la storia dello sci e il rapporto tra uomo e montagna.