In Duomo

domenica 5 Aprile, 2026

Pasqua a Trento, l’omelia di Lauro Tisi: «Leader cinici versano sangue altrui, Dio ci mette la faccia»

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In Duomo il vescovo ha parlato del valore della pace

«In quest’ora drammatica della storia, la credibilità del Crocifisso Risorto è enorme. Viene conquistata a prezzo del suo proprio sangue e non versando il sangue degli altri, come cinicamente e tragicamente stanno facendo molti leader delle nazioni. Il Dio di Gesù ci mette la faccia, mette in gioco sé stesso, non gli altri: questa è la sua forza».

È il passaggio centrale dell’omelia pasquale dell’arcivescovo monsignor Lauro Tisi nel solenne pontificale in cattedrale a Trento.

Commentando l’invito dell’apostolo Paolo – «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù» – l’Arcivescovo ha chiarito che la Risurrezione non è fuga dalla storia ma immersione nuova dentro la realtà: «La Risurrezione di Cristo racconta il valore inestimabile dell’umano, la sua altissima dignità, addirittura la possibilità di essere liberato dalla morte». «Vivere da risorti – precisa don Lauro – non significa abdicare alla nostra umanità, ma osservarla con occhi nuovi, con lo sguardo di Dio consegnatoci da Gesù attraverso la sua vita e soprattutto il suo morire».

Al centro della riflessione anche il servizio come stile di vita: «Dare alla vita la forma del servizio è la grande chance per impedire che essa diventi barbarie, violenza, disumanità».

L’Arcivescovo richiama infine l’immagine evangelica della corsa al sepolcro vuoto, segno della ricerca di senso che attraversa anche l’uomo contemporaneo: «A noi, corridori in cerca di vita, è offerta una tomba vuota». Un segno che annuncia la vittoria definitiva sulla morte: «Pasqua – rileva monsignor Tisi – ti dà una meravigliosa notizia: nella storia umana manca un corpo, per pareggiare il conto degli uccisi».

Un segno di questa speranza si è reso visibile nella Veglia pasquale celebrata ieri sera in cattedrale, quando l’Arcivescovo ha amministrato i sacramenti dell’iniziazione cristiana a nove catecumeni adulti provenienti da diversi Paesi. «Le loro storie – ha sottolineato don Lauro – testimoniano che Cristo è davvero Risorto e ci precede nella Galilea del mondo e che il male lo vinci immettendo un di più di dono e di amore». «Loro – ha aggiunto Tisi a proposito dei neo-battezzati – mi hanno raccontato con un entusiasmo travolgente che nel Risorto hanno trovato la Verità che non inganna, non bleffa, al contrario regala gioia e vita».