Il funerale
mercoledì 14 Gennaio, 2026
Palloncini bianchi per l’ultimo addio a Tommaso Pambianchi. Gli amici: «Il suo modo di accettare la sofferenza rimarrà un esempio»
di Luca Galoppini
L'addio oggi pomeriggio nella chiesa del Sacro Cuore
I palloncini bianchi che si alzano lenti nel cielo, le lacrime che scendono a fiumi. È terminato così l’ultimo addio a Tommaso Pambianchi, il giovane trentino di 14 anni scomparso prematuramente a causa di una terribile malattia scoperta nel 2023. Alla chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Trento, in viale Verona, ieri mattina si è tenuto il funerale del ragazzo, al quale erano presenti tutte le persone gli volevano più bene, a partire dalla mamma Erika e papà Duilio, in prima fila, insieme al fratellino Davide, ai nonni e agli zii. Insieme a loro anche tutti i compagni di scuola del Liceo scientifico da Vinci dove «Tommi» (così veniva chiamato dagli amici) frequentava le lezioni del suo primo anno.
Poco prima della fine della messa, un componente della famiglia ha ricordato – per conto dei genitori e del fratello – quanto importante sia stato Tommaso: «Faremo tesoro di come lui abbia accettato ogni difficoltà e tutta la sofferenza che ha dovuto affrontare. Purtroppo hai dovuto allontanarti dai tuoi amici, ma il pensiero per loro c’era sempre, speranzoso di tornare a vivere momenti di felicità. Purtroppo, questa possibilità ti è stata tolta prematuramente, ma resteranno i ricordi del fratello, figlio e nipote meraviglioso che sei stato».
Poco dopo, sono intervenute anche le professoresse del ragazzo: «Abbiamo conosciuto a scuola uno studente desideroso di conoscere. È stato amico e punto di riferimento per i compagni con la sua sensibilità, capace di aiutare chi era in difficoltà. Lo abbiamo accompagnato con il pensiero e con la preghiera, in questi anni di lotta contro la malattia, dove ha dimostrato la sua tenacia e il suo desiderio di andare avanti».
Alcune studentesse lo hanno voluto ricordare così: «Caro Tommi, siamo qui per te, anche se fa male, anche se è difficile. La tua lunga battaglia ci ha portato via tante cose ma non ci porterà mai via quello che sei stato per noi. Siamo qui per te, per fare tesoro di quello che ci hai lasciato, come i momenti trascorsi insieme, perché ci hai lasciato un grande insegnamento, cioè essere forti senza far rumore». E «nella tua semplicità — hanno proseguito — ci hai fatto capire quanto preziosa sia questa vita che ci è stata donata. Avremmo voluto averti accanto per rivederti ancora, per rivedere quel tuo sorriso pieno di vita e di amore, ma purtroppo non ci è stato permesso. Ora sei in un posto migliore, dove non soffrirai più e sarai ancora accanto a tutti coloro che ti amano. Non ti dimenticheremo».
Un’altra professoressa del Liceo da Vinci, anche se costretta a fermarsi più volte dalla commozione, ha voluto porgere il proprio saluto: «Con la tua dolcezza sapevi attirare nei tuoi giochi e nelle tue passioni tutte le persone che avevi intorno, facendoli sorridere. Non ti arrendevi creando degli interessi e degli hobby sempre nuovi. Sei stata una presenza piena di gioia e, anche se non sembra, tu sei ancora con noi. Grazie per averti conosciuto».
A concludere i saluti per Tommi, un portavoce ha letto una lettera da parte della sua professoressa di musica, che lo avvicinò al mondo del pianoforte, di cui era grande appassionato: «”Sa, professoressa, fin da piccolo ho sempre rifiutato di suonare uno strumento perché pensavo fosse noioso ma quando ci è stato detto di acquistarne uno, ho scelto la testiera e sono diventato grande appassionato di musica”. Sì Tommaso, mi hai parlato proprio così la prima volta che sono venuto a casa tua per condividere con te la mia passione per la musica, quella musica che ti è stata accanto nei momenti più difficile della malattia. Amavi i classici e li suonavi sempre con entusiasmo», racconta l’insegnante, «Hai dato a tutti noi una grande lezione, insegnandoci la tua curiosità sempre viva in classe. Non mi vergogno a confessare che l’ultimo giorno di scuola mi sono commossa davanti agli sguardi meravigliati dei tuoi compagni. Avrei tanto voluto abbracciarti per augurarti quel futuro che purtroppo non ti è stato concesso. Quando eseguirò quel preludio di Bach, m’immaginerò di averti accanto a me, con la tua solita attenzione per ogni singola nota. Ciao Tommaso, continua a suonare per tutti noi tra le stelle, la tua musica non ci abbandonerà mai».
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