Trasporti
mercoledì 7 Gennaio, 2026
«Otto autobus autosnodati su 11 impiegati a Trento sono rotti, a Rovereto mancano i mezzi corti», la denuncia di Uil Trasporti: tempi lunghi per le riparazioni in officina
di Redazione
Il segretario Nicola Petrolli: «Oltre ai disservizi c'è una grave perdita economica»
«La gestione del parco autobus, sia a Rovereto sia a Trento è sempre più problematica». A denunciarlo, Nicola Petrolli, segretario generale di Uiltrasporti, che punta il dito in particolare contro le criticità legate alla manutenzione dei mezzi e all’organizzazione del magazzino ricambi.
Secondo il sindacato, la scelta di ridurre al minimo le scorte per contenere i costi si sta rivelando «miope e controproducente»: «Un autobus fermo in deposito per settimane o mesi in attesa di un componente indispensabile comporta un costo economico e sociale di gran lunga superiore al presunto risparmio iniziale», sottolinea Petrolli.
A supporto delle sue affermazioni, il segretario generale porta esempi concreti: «Uno dei mezzi corti impiegati sulla tratta Rovereto–Noriglio è fermo dai primi di settembre perché in attesa di un ricambio essenziale. Un altro autobus è rimasto inutilizzato per diversi mesi prima che arrivasse il pezzo necessario». Una gestione che, secondo Uiltrasporti, «richiama logiche superate» e sta mettendo seriamente in difficoltà il servizio.
I numeri, aggiunge Petrolli, sono allarmanti: «Attualmente risultano fermi cinque mezzi corti in officina a Trento e tre a Rovereto. A Trento, su undici autosnodati, ben otto sono guasti». Una situazione che rischia di avere conseguenze dirette sulla qualità del servizio e sulla sicurezza.
«La nostra preoccupazione — prosegue — è che si finisca per rimettere in strada mezzi obsoleti, privi di un adeguato riscaldamento sia per gli autisti sia per i passeggeri, con evidenti ricadute sul comfort e sulla sicurezza, soprattutto nei mesi invernali».
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