L'intervista

venerdì 7 Agosto, 2026

Orsi, parla l’ideatore della mappa per le segnalazioni: «Alcuni episodi mai resi pubblici. Ai residenti serve subito lo spray»

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Michele Corti (associazione tutela rurale): «L'amministrazione trentina vuole portare avanti la convivenza. È lo stesso discorso degli animalisti»

«Un attimo solo, sto inserendo l’ultimo avvistamento»… Michele Corti, docente di zootecnia, presidente dell’associazione Tutela Rurale, da mesi aggiorna costantemente la sua «creatura», la mappa sulla presenza di orsi in Trentino.

«Come è nata l’idea?»
«Dopo la serie di avvistamenti tra Cadine e Terlago, con gli orsi che entravano negli orti, con l’episodio della donna che se l’è trovato davanti all’improvviso, abbiamo deciso di tenere traccia degli episodi».

Non risparmiando critiche, via social, alla Provincia…
«Sono fondate perché di tanti episodi non se n’è nemmeno parlato. Cito l’ultimo: sul lago di Tovel, cioè in pieno habitat orso, è stato trovato un cavallo morto. Ma non abbiamo trovato traccia sul report mensili nemmeno di molte predazioni in malga a noi note».

Eppure, in molti, non solo militanti animalisti, sostengono che l’attuale amministrazione, la stessa che ha manifestato più volte l’intenzione di contenere il numero degli esemplari, non avrebbe nessun interesse a sminuire il fenomeno…
«La Provincia evidentemente deve convincere che basta quello che sta facendo: mettere i cartelli e puntare sulla “convivenza”. Il punto è che questa è esattamente la narrazione degli animalisti».

L’associazione che presiede ha convinzioni forti: gli orsi non ci dovrebbero essere. Ma in pratica, senza rimuoverli, cosa si può fare?
«Permettere ai residenti di dotarsi di spray antiorso, come accade negli altri paesi interessati dalla presenza di questi animali. E combattere, a livello europeo, affinché il livello massimo di protezione sia abbassato almeno nei territori, come il Trentino, che ne vedono una presenza diffusa».

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