Giustizia
mercoledì 22 Ottobre, 2025
Orsi, Fugatti indagato per maltrattamenti sugli animali. Battaglia in tribunale sulla richiesta di archiviazione
di Benedetta Centin
Netta la posizione della Lav: «Mangiatoie da rimuovere». Ma la difesa del governatore ribadisce: non c'è reato
Gestione di orsi e mangiatoie utilizzate per attirare la fauna selvatica, foraggiamenti che, per la Lav, rischiano di «alimentare atteggiamenti confidenti nei plantigradi verso l’uomo»: ieri in tribunale è stata battaglia sull’archiviazione del procedimento che vede indagato il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, con l’ipotesi di maltrattamento della fauna selvatica, anche nell’ipotesi della forma omissiva.
Un’inchiesta che la Procura ha chiesto appunto di archiviare, così come i difensori del Governatore (avvocati Luca Pontalti e Alessandro Meregalli), che ieri in udienza hanno insistito sul fatto che non vi sia alcun reato da ravvisare, come non si contestino episodi specifici ma l’ambito sia solo quello di eventuali e potenziali circostanze.
Non è per niente dello stesso avviso l’associazione animalista Lav che ieri, attraverso l’avvocata Rosa Rizzi, ha fatto valere le sue ragioni sull’opposizione all’archiviazione, sollecitando un supplemento di indagini, convinta che le attività investigative siano state lacunose e che vi siano delle responsabilità penali e che queste vadano perseguite.
L’ultima parola spetta comunque al giudice per le indagini preliminari Gianmarco Giua che, al termine dell’udienza, si è riservato. Non rimane quindi che attendere la decisione, che potrebbe arrivare tra alcune settimane.
L’esposto, l’inchiesta
La onlus si era mossa già a maggio 2023: una denuncia, a firma del presidente Gianluca Felicetti, in cui si chiedeva ai comuni trentini interessati dalla presenza dell’orso la rimozione immediata delle mangiatoie e dei siti di foraggiamento artificiale «per ragioni di sicurezza, di incolumità pubblica e di tutela animale». Un esposto — di cui però la difesa di Fugatti contesta l’irricevibilità — che allora portò la Procura ad aprire un fascicolo. Prima solo conoscitivo, a modello 45, poi, delegati gli accertamenti al Servizio Forestale, trasformato a 21, con la specifica contestazione formalizzata e il nome di Fugatti iscritto sul registro degli indagati. Dalle articolate indagini effettuate non è comunque emersa alcuna correlazione, alcun elemento probatorio capace di reggere alla prova dell’aula. Di qui la richiesta di archiviare tutto. Questo, in sintesi, il ragionamento della Procura: se, in astratto, non può escludersi che possano essere creati siti di attrazione alimentare artificiale/antropica, anche in ambiente naturale, e che questi possano divenire «spunti di potenziale pericolo per l’incolumità pubblica, oltre che ispirazione di adattamento dell’orso a comportamenti sempre più confidenziali con l’uomo» — come del resto possono essere le risorse stagionali fornite involontariamente dall’uomo, quali miele dagli apiari e frutta dai coltivi, oltre che scarti e rifiuti in bidoni e cassonetti — «non c’è però nesso di causalità tra una ipotizzata omissione nella gestione e il pericolo dell’aumento della probabilità di interazione tra l’animale e l’uomo».
La posizione della onlus
Per Lav invece le pratiche di foraggiamento possono provocare «danni all’integrità psicofisica degli animali, oltre a un’irreversibile alterazione della loro etologia di specie selvatiche». L’associazione animalista lamenta inoltre come non ci sia un censimento dei siti di foraggiamento e come i distretti venatori dove è nota la presenza dell’orso, tra cui Destra Adige, Val di Sole e val di Non, non abbiano attuato il divieto di foraggiamento. Secondo l’avvocato di Lav poi l’installazione di cassonetti anti-orso, «peraltro tardiva e incompleta», non è considerata da Ispra come «un’operazione esaustiva». Di qui la richiesta al gip di ordinare al pm di procedere con l’imputazione coatta o di proseguire con ulteriori indagini.
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