La sentenza
lunedì 15 Dicembre, 2025
Omicidio Setti, la Corte d’Appello conferma l’ergastolo per Chukwuka Nweke. Cade l’ipotesi di incapacità temporanea di intendere e volere
di Denise Rocca
Lo zio Aldo Santacatterina: «Finalmente la madre di Iris, che ha sofferto le pene dell'inferno, potrà avere sollievo»
La Corte d’Assise d’Appello di Trento ha confermato l’ergastolo per Chukwuka Nweke, che uccise nell’agosto del 2023 a Rovereto, Iris Setti, 61 anni: il delitto particolarmente sanguinario e preceduto da una tentata violenza sessuale, avvenne di sera all’interno del parco Nikolajewka. La decisione è stata presa nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 15 dicembre.
Precedentemente, la Corte si era presa del tempo, accogliendo il ricorso degli avvocati di Nweke, di rivalutare in istruttoria la capacità di intendere e di volere dell’uomo e, di conseguenza, la sua imputabilità per l’omicidio.
Nell’udienza di oggi, sono stati risentiti tutti i consulenti del processo, oltre ad una nuova psichiatra presentata dalla difesa, per valutare se l’uomo al tempo dei fatti, era affetto da un disturbo mentale transitorio legato ad un disturbo della personalità antisociale; e se quindi si possa ritenere che abbia ucciso Iris Setti in uno stato di mente tale da escludere o ridurre la sua capacità di intendere e di volere. Fatto quest’ultimo, che è stato al centro di tutto il processo di primo grado ed è stato escluso dalla sentenza di ergastolo, sulla base di tre perizie psichiatriche concordanti che non hanno rilevato nell’uomo una patologia mentale.
La richiesta, se accolta, avrebbe messo in discussione la pena dell’ergastolo.
«È una vittoria dell giustizia – il commento a caldo di Aldo Santacatterina, zio di Iris Setti – finalmente anche sua madre, che sta soffrendo le pene dell’inferno, potrà essere sollevata».
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