Alto Adige
sabato 9 Agosto, 2025
Nuovo via libera dal Tar all’abbattimento dei due lupi della val Venosta. Gli animalisti: «Crudeltà»
di Redazione
La partita non è ancora chiusa: ci sarà comunque la discussione in merito il 9 settembre. Nel frattempo, però, i forestali potranno agire
Nuova svolta al Tar di Bolzano: i due lupi problematici nell’Alta Val Venosta, ritenuti responsabili di diverse predazioni di bestiame, potranno essere abbattuti. Il Tribunale amministrativo infatti, ha respinto il ricorso presentato per sospendere il decreto di abbattimento. Ciò significa che le guardie forestali d saranno autorizzati a sparare ai due esemplari se riusciranno a individuarli.
La decisione rovescia quanto stabilito mercoledì scorso quando era stato sospeso il decreto di abbattimento firmato dal presidente Arno Kompatscher era stato temporaneamente sospeso a seguito di un ricorso presentato da tre associazioni animaliste.
Non è stata spostata l’udienza di merito, fissata al 9 settembre.
Non si è affatta attendere la reazione delle associazioni animaliste:«Accogliamo con enorme dispiacere e grande amarezza la decisione presa dal Presidente del TAR – dichiarano LAV, LNDC ed ENPA, le tre sigle che hanno presentato il rcorso – uccidere due lupi a caso perché alcune pecore incustodite sono state predate è un atto violento, che non trova giustificazione in alcuna teoria scientifica».
Economia
Pacchi dalla Cina e nuove tariffe. In Francia si vedono i primi effetti: spedizioni giù del 40%
di Redazione
Dal primo luglio sulle spedizioni sotto i 150 euro provenienti dai Paesi extra Ue si applica un dazio di 3 euro. L’Unione commercio dell’Alto Adige: «Primo passo, ma servono più controlli»
L'intervista
Herbert Dorfmann: «Il rischio più grande per l'autonomia? Che la popolazione non ne riconosca i vantaggi: non significa avere più soldi, ma avere responsabilità»
di Tommaso Di Giannantonio
L'europarlamentare della Svp: «Non credo all'Euregio come ente politico, ma serve rafforzare la cooperazione. Candidarmi alle provinciali? Si vedrà»