La tragedia
martedì 11 Febbraio, 2025
Neonata morta, la procura indaga sul suicidio del ginecologo. Aveva fatto ricerche online su Sara Pedri
di Davide Orsato
Il 39enne, neoassunto all'ospedale di Desenzano, era indagato ma non poteva saperlo. Il 3 febbraio il gesto estremo a Cles. Indaga la Procura
Dal basso Garda bresciano, dove viveva e lavorava è salito in Trentino raggiungendo la val di Non dopo una serie di ricerche online sul caso di Sara Pedri. Lì ha deciso di commettere un gesto estremo gettandosi nel vuoto e finendo nelle gelide acque del lago di Santa Giustina. Ora due diverse procure, quella di Trento e quella di Brescia, indagano sulla morte di un medico di 39 anni, deceduto nella serata di lunedì 3 febbraio. Perché questa dietro a questa tragedia se ne nasconde un’altra: la morte di una neonata avvenuta il 31 gennaio all’ospedale di Desenzano. Eppure nulla faceva presagire, prima del travaglio, che sarebbe stato un parto difficile.
Quando è stato il momento di venire alla luce, però, ci sono state delle difficoltà e l’équipe medica ha stabilito di ricorrere a una ventosa. La bambina viene alla luce in ipossia, cioè con grave carenza d’ossigeno. Si tenta il tutto per tutto: la portano a Brescia, agli Spedali Civili, in rianimazione pediatrica. Ma non è sufficiente a salvarle la vita. Dopo il dramma, la famiglia vuole vederci chiaro e denuncia il fatto: vuole capire se si è trattato di un errore medico. Scatta l’indagine: finiscono indagati in dieci. Tra cui il medico non ancora quarantenne.
Solo tre giorni dopo la morte della bambina il medico fa perdere le sue tracce: troppo poco per sapere di essere indagato. Nessuna notifica, confermano del resto fonti della due Procure, era stata inviata né a lui né al suo avvocato. Quando in val di Non è scattato l’allarme, la sua fidanzata aveva già denunciato la scomparsa nelle ore precedenti. Dopo il ritrovamento, da parte di Cles (per la ricerca si erano mobilitati anche i vigili del fuoco volontari di diversi corpi della val di Non) anche la Procura di Trento ha aperto un fascicolo, un modello 45, senza indagati, per permettere l’approfondimento dei fatti. Le indagini sono partite in salita: l’uomo non ha lasciato nessun messaggio.
Da quanto sembra emergere dalle prime verifiche, il medico, originario della provincia di Caltanissetta, da tempo residente in Lombardia non risulta negli elenchi dei medici ospedalieri: si sarebbe trattata di una nomina recente. E non avrebbe avrebbe avuto nessun legame con il Trentino, ma risulta aver lavorato in un ospedale dell’Alto Adige. Ma allora come si possono spiegare le sue ultime ore di vita? Una possibile risposta arriva dall’analisi forense del telefonino: in quelle che sono state le sue ultime ricerche online, sarebbe stato digitato anche il nome di Sara Pedri, la ginecologa scomparsa — e mai ritrovata — la cui auto è stata abbandonata sul ponte di Mostizzolo. Troppo poco, forse, per capire se possa aver influito sul gesto del medico che si è fermato, invece, qualche chilometro prima, al ponte di Castellaz.
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