Gardolo

giovedì 9 Aprile, 2026

Musica «troppo alta» nel locale, tre fratelli a processo dopo aver picchiato il barista e un carabiniere

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Erano stati arrestati dopo l'aggressione. Il titolare dell'attività ha chiesto un risarcimento danni di 70mila euro

La porta del locale in frantumi, danneggiata prima con calci e pugni, poi con sedie scagliate contro e infine mandata in mille pezzi con un bastone in legno. Tavoli e sedie lanciate ovunque e il titolare minacciato di morte e aggredito, finito poi all’ospedale. Accadeva la mattina del 9 ottobre 2022, nel bar Milena in via Soprasasso a Gardolo. I tre fratelli arrestati allora si trovano ora a processo. Per rispondere delle accuse di danneggiamento aggravato in concorso, lesioni (all’esercente e a un carabiniere) e di resistenza a pubblico ufficiale in concorso. Un processo, questo, ormai agli sgoccioli. Parte civile, assistito dall’avvocato Giuliano Valer, il titolare del bar, che ha chiesto 70mila euro di danni. L’udienza di ieri è stata rinviata al prossimo autunno: il giudice Luigi Lunardon vuole una valutazione analitica, dettagliata, dei danni, sia quelli materiali che biologici.

Rumori e frizioni

L’episodio registrato quella domenica di quattro anni fa sarebbe stato l’ultimo capitolo di una serie di frizioni e screzi che si trascinavano da mesi, tra gestore del locale e residenti (non solo degli appartamenti soprastante il bar) che chiedevano di ridurre la rumorosità, gli schiamazzi e la musica alta. Come era accaduto anche la sera prima, il sabato. Questo deve aver provocato la reazione violenta del giorno dopo. Da parte di un cittadino albanese 46enne che abitava con la famiglia nella palazzina sopra il locale e che quella mattina aveva deciso di risolvere la questione in modo tutt’altro che civile. Con lui i due fratelli, residenti sempre a Trento, ma altrove. E oltre a provocare danni al bar avevano pure fatto resistenza ai due carabinieri intervenuti, ferendone uno, per fortuna in modo lieve, rompendogli anche gli occhiali.

Il contatore staccato

La vittima, loro connazionale di 54 anni, aveva riferito che gli era stato staccato il contatore dell’energia elettrica che si trova all’ingresso del condominio ma quella mattina non era riuscito ad entrare perché avevano cambiato la serratura. Citofonato alle famiglie dello stabile, era sceso il 46enne. Ma non lo aveva lasciato entrare. E aveva iniziato a lamentarsi per la musica del locale, offendendolo e minacciandolo di morte. E quando il barista era riuscito ad arrivare al contatore, lo aveva colpito con una testata sul volto, facendolo cadere a terra. Non senza ulteriori minacce. Ripresosi, il 54enne aveva raggiunto il bar per curare la ferita sulla testa, sanguinante. Di lì a poco arriveranno i carabinieri, a cui era stata segnalata una lite. Il 46enne, con un fratello di 42, tenuti fuori dal locale, avrebbero iniziato a spingere la porta, quindi a colpirla con calci e pugni, a lanciarvi contro le sedie posizionate all’esterno e infine mandando in frantumi la vetrata con un palo di legno. Le schegge avevano ferito un militare all’orecchio (3 i giorni di prognosi) e danneggiato i suoi occhiali. I due fratelli, che continuavano ad opporre resistenza, allora erano stati bloccati con il taser, ma era intervenuto il terzo fratello 40enne che aveva strappato i cavi dello storditore elettrico usato contro il 42enne, liberandolo. E allora i tre si erano avventati sul titolare con calci e pugni, anche quando era a terra, uno anche minacciandolo di morte con una bottiglia rotta (di 10 giorni il referto del pronto soccorso, anche per un trauma cranico). E anche se portati fuori dal locale dai carabinieri, grazie all’intervento di alcuni parenti, i tre avevano cercato a più riprese di rientrare, facendo ulteriori danni, lanciando sedie e bottiglie del bar, che poi verrà chiuso per 20 giorni dal questore.