la protesta
giovedì 18 Aprile, 2024
Muse e orari insostenibili: lavoratori esternalizzati in stato di agitazione. La direzione: «Stiamo lavorando ad una soluzione»
di Sara Alouani
La Cgil del Trentino prevede ulteriori mobilitazioni, incluso lo sciopero: «Inaccettabile essere sfruttati per dare lustro alla vetrina del Trentino»
I lavoratori esternalizzati del Muse di Trento sono in stato di agitazione per le condizioni di lavoro sempre più critiche, come gli straordinari oltre i limiti contrattuali e carichi di lavoro mal distribuiti. Ad annunciarlo la Cgil del Trentino che prevede ulteriori mobilitazioni, incluso lo sciopero.
«Lavorare per le cooperative in appalto al Muse – si legge nel comunicato – è sempre stato difficile. Un appalto sbagliato, un committente la cui organizzazione è inadeguata, società cooperative che vincono appalti al ribasso e sfruttano i lavoratori, sono questi gli ingredienti di base per un risultato che da anni ha comportato una condizione generale di lavoro difficilmente sopportabile».
La situazione nell’ultimo periodo, sembra peggiorata ulteriormente con una turnistica che viene comunicata con appena 24 ore di anticipo. «Una condizione – continua- che sta esasperando la quarantina degli addetti in appalto». Tra questi ci sono educatori museali, pilots, mediatori scientifici e custodi «sfruttati per dare lustro alla vetrina del Trentino».
Intanto, la direzione Muse pende posizione relativamente allo stato di agitazione di lavoratrici e lavoratori e sottolinea come, «ben prima di questa protesta, il museo, conscio della situazione, si sia attivato dialogando con l’appaltatore e con il sindacato per supportare, anche mediante la messa a disposizione di proprio personale strutturato, l’importante lavoro di programmazione turni e aggiornamento del personale».
Inoltre, è stato convocato un tavolo congiunto stazione appaltante, appaltatore e CGIL per la prossima settimana, primo momento disponibile tra tutte le parti coinvolte. «L’impegno per la risoluzione delle difficoltà – conclude – rimane massimo e concreto».
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