Carovita

domenica 11 Gennaio, 2026

Mori, nuove tariffe comunali: per le famiglie salasso fino a 2.000 euro

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Opposizioni all'attacco. Le proiezioni sui portafogli dei cittadini degli aumenti a nidi, servizi cimiteriali e strutture sportive decisi dalla giunta di Nicola Mazzucchi

Dallo sport agli asili nido fino ai servizi cimiteriali: a Mori le tariffe comunali stanno lievitando in quasi tutti i settori. Aumenti che, sommati, rischiano di diventare un macigno per le famiglie. L’amministrazione comunale, che non ha ancora approvato il bilancio e sta dunque operando in esercizio provvisorio, ha infatti deciso di aumentare la quota di costi coperta dagli utenti. Una scelta motivata con l’esigenza di aggiornare tariffe che, nel tempo, non sarebbero più state adeguate alla gestione attuale del Comune. L’obiettivo dichiarato della Giunta Mazzucchi è rendere più sostenibile il funzionamento dei servizi, riducendone il peso diretto sul bilancio comunale e garantendo equilibrio nella gestione dell’ente, in una fase finanziariamente complessa.
Di segno opposto la lettura dell’opposizione: «L’amministrazione sta cercando di aumentare le entrate attraverso la revisione delle tariffe, spesso senza una comunicazione chiara all’utenza – commentano i consiglieri di centrosinistra –. Manca del tutto una visione strategica complessiva. È troppo facile aumentare le tariffe senza aver prima fatto una valutazione chiara e trasparente sia sulle entrate sia, soprattutto, sulle spese. Così impostati, questi aumenti non sono giustificabili».

Gli impianti sportivi

Nel caso degli impianti sportivi, per esempio, la Giunta l’ha scritto nero su bianco nella delibera approvata a dicembre: l’obiettivo è arrivare alla copertura integrale dei costi di gestione. Secondo i dati contenuti negli atti, palestre e impianti sportivi comunali comportano una spesa annua di circa 20 mila euro, a fronte di introiti che, con le tariffe precedenti, si fermavano attorno ai 6 mila euro. Con le nuove tariffe, in vigore dal prossimo primo settembre, il Comune stima di incassare circa 20 mila euro all’anno, coprendo dunque tutte le spese. Per i residenti adulti l’ingresso singolo in palestra passerà da 2–3 euro a 5–7 euro, con aumenti fino al 250 per cento. Per i minorenni il costo raddoppia, da 1 a 2 euro l’ora. A questi rincari si aggiungono nuovi costi accessori: tre euro l’ora per l’illuminazione dei campi da tennis, quattro per il riscaldamento. Vengono inoltre introdotti abbonamenti mensili per alcune attività, come l’arrampicata indoor, con tariffe fissate a 20 euro per gli under 18 e 40 euro per i maggiorenni. Per un residente che frequenta le strutture comunali, l’aumento annuo può oscillare tra 150 e 250 euro.

Gli asili nido
Ancora più delicato il capitolo dell’asilo nido comunale: con l’aggiornamento della Carta dei servizi, per le famiglie nelle fasce Icef più alte la quota mensile massima arriva fino a 450 euro, a cui si sommano le quote giornaliere legate alle presenze e i costi per mensa, anticipo e posticipo. «Questo va contro una visione di comunità che si prende cura delle famiglie e ragiona sul lungo periodo – sottolinea l’opposizione –. Anche Mori sta vivendo un calo demografico, le famiglie fanno sempre più fatica ad avere figli e il welfare a sostegno dei giovani genitori è già fragile. Aumentare le tariffe dei nidi non va nella direzione di sostenere questi nuclei». Per quella tipologia di famiglia, l’incremento quest’anno potrà superare i mille euro. La copertura provinciale scatterà solo successivamente e solo per determinate fasce, nel frattempo le famiglie dovranno anticipare tutte le spese. «Già a marzo arriverà il primo tornaconto, quando le famiglie riceveranno le bollette dei primi tre mesi – continuano i consiglieri di minoranza –. Sappiamo che non sarà tutto a carico della Provincia e a pagare saranno le famiglie moriane». La Provincia, come ricordato dall’assessore Achille Spinelli, aveva chiarito fin dall’inizio che il rimborso sarebbe stato calcolato sulle tariffe 2025 e che nessun Comune poteva pensare a una copertura a partire da gennaio. Di conseguenza, gli aumenti decisi nei primi mesi dell’anno non saranno rimborsati, lasciando scoperti diversi mesi di spesa. Peraltro al Consiglio delle autonomie locali il sindaco Nicola Mazzucchi aveva votato a favore del protocollo di finanza locale tra Provincia e Comuni, che andava nella direzione opposta rispetto agli aumenti comunali poi deliberati. «Mentre a livello provinciale si vota una cosa, a livello comunale se ne fa un’altra», attacca l’opposizione.

La proiezione su una famiglia con entrambi i genitori occupati
Dal 1° gennaio sono infine entrate in vigore le nuove tariffe per i servizi cimiteriali, con aumenti diffusi su tutte le principali voci. Per una famiglia composta da due genitori in fascia Icef medio-alta, un figlio iscritto al nido, una figlia maggiorenne che utilizza le palestre comunali e un lutto che comporti l’accesso ai servizi cimiteriali, l’aumento complessivo stimato oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro. «Vediamo tante micro-tasse e micro-tariffe, ma nessuna idea chiara su come lo sforzo richiesto ai cittadini verrà restituito in termini di servizi o investimenti – concludono i consiglieri di centrosinistra –. Non si tratta di inflazione, già assorbita nel bilancio 2025, ma di aumenti pensati per fare cassa. Prima di chiedere altri sacrifici si poteva intervenire sulla spesa e aprire un confronto vero in Consiglio comunale».