Economia

martedì 7 Aprile, 2026

Melinda, 8 milioni dal Pnrr per agganciare i mercati esteri: a Cles nasce il polo hi-tech per snack e puree a base di mela

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Il Consorzio potenzia il segmento dei trasformati grazie ai Contratti di sviluppo: l'investimento punta su efficienza energetica, economia circolare e maggiore reddito per i soci frutticoltori

Il Consorzio Melinda accelera sulla strada dell’innovazione e della diversificazione strategica. In un mercato globale dove la domanda di prodotti trasformati naturali, come puree, snack ed essiccati, è in costante aumento, il colosso della mela della Val di Non mette a segno un colpo decisivo per il proprio futuro. Grazie a un contributo di 8 milioni di euro riconosciuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso Invitalia, nell’ambito dei Contratti di sviluppo legati alle filiere strategiche del PNRR, il sistema Melinda darà vita a un ambizioso piano di potenziamento produttivo e tecnologico. Il progetto si concentra su Melinda Lab, la business unit del Consorzio nata per trasformare la materia prima in prodotti ad alto valore aggiunto. Attualmente, la capacità produttiva dello stabilimento è prossima alla saturazione: una «crisi di crescita» che testimonia il successo del brand tra le giovani generazioni, le quali utilizzano spesso proprio i trasformati, come i formati squeeze, come porta d’ingresso nel mondo Melinda.

L’investimento, sviluppato in sinergia con la Cooperativa Frutticoltori Cles, prevede l’ampliamento e la modernizzazione radicale delle linee produttive. Non si tratta solo di aumentare i volumi, ma di integrare standard di industria 4.0 per ottimizzare il dialogo tra produzione agricola, trasformazione industriale e logistica commerciale. Le nuove linee saranno dedicate in particolare alle puree, agli snack croccanti e ai prodotti essiccati, segmenti che garantiscono una penetrazione capillare nei mercati internazionali. Il piano finanziato dal PNRR non guarda solo ai volumi di vendita, ma pone l’accento sulla sostenibilità ambientale. Gli interventi previsti includono sistemi innovativi per la gestione delle materie prime, tecnologie all’avanguardia per il riciclo delle acque industriali, l’efficientamento energetico dei sistemi di frigo-conservazione e la riduzione complessiva dell’impatto ambientale lungo tutta la filiera. Questi interventi permetteranno al sistema cooperativo trentino di rafforzare la propria competitività, trasformando i frutti non idonei alla vendita al dettaglio in risorse preziose, seguendo i principi dell’economia circolare.

Il presidente del Consorzio Melinda e APOT, Ernesto Seppi, sottolinea l’importanza di questa operazione per la base sociale affermando che «questa opportunità premia una visione di sistema costruita nel tempo, fondata su cooperazione e capacità di investimento. Per i nostri soci significa maggiore marginalità, nuove royalty, più valorizzazione del brand e un rafforzamento patrimoniale del Consorzio. In altre parole, trasformare innovazione e mercato in reddito concreto per la base sociale, consolidando al tempo stesso le prospettive future del sistema melicolo trentino». Dalla sua acquisizione nel 2022, Melinda Lab è diventata una leva di sviluppo imprescindibile. Il presidente di Melinda Lab, Cesare Franzoi, ribadisce come gli investimenti siano necessari per sostenere una crescita che non accenna a fermarsi, spiegando che «la nostra unità sperimenta da tempo una crescita importante che deve essere accompagnata oggi da opportuni investimenti per consolidare e migliorare i processi produttivi rafforzando la qualità e la diversificazione dell’offerta. L’uso efficiente delle risorse pubbliche rappresenta un contributo cruciale per dare spinta all’innovazione a beneficio dell’intera filiera, favorendo l’occupazione e migliorando l’interscambio tra i comparti del fresco e del trasformato».

L’intervento avrà ricadute dirette anche sulla gestione logistica della Cooperativa Frutticoltori Cles. Il presidente Denis Fondriest evidenzia come il Contratto di Sviluppo permetterà di fare un salto di qualità tecnologico concludendo che «grazie al Contratto di Sviluppo potremo migliorare ulteriormente i sistemi di frigo-conservazione delle nostre mele, aumentando l’efficienza energetica dello stabilimento e contribuendo alla sostenibilità ambientale dell’intera filiera». Con questo piano, Melinda non solo consolida la sua leadership nel settore del fresco, ma si pone come capofila di un modello industriale agricolo capace di parlare ai mercati globali, garantendo al contempo la tenuta economica e la valorizzazione della materia prima sul territorio trentino. L’appuntamento con la nuova capacità produttiva è fissato per i prossimi mesi, quando le nuove linee di Cles inizieranno a portare il marchio del bollino blu ancora più lontano.