Il processo
giovedì 16 Maggio, 2024
Maltratta, circuisce e dà fuoco al convivente: sentenza ridotta in Appello
di Benedetta Centin
L’ex, vent’anni più vecchio, aveva riportato ustioni sul settanta percento del corpo
Quattro anni fa, nel corso della convivenza con un uomo più grande di lui di oltre vent’anni, lo aveva maltrattato e circuito — almeno era l’accusa — e una sera gli aveva anche provocato gravi ustioni sul settanta percento del corpo, spruzzandogli addosso del deodorante e innescando subito dopo le fiamme con un accendino. In primo grado il trentino, oggi di 40 anni, ad aprile di due anni fa, al termine del processo con rito abbreviato che gli ha concesso lo sconto di un terzo della pena, era stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare di Trento a cinque anni di carcere, riconosciuto colpevole dei reati di maltrattamenti in famiglia (anche nei confronti di mamma e fratello), circonvenzione di incapace e lesioni gravissime verso l’allora compagno appunto.
Condanna ridotta
Una sentenza, quella di primo grado, che ieri mattina è stata ridotta, ridimensionata, a tre anni e due mesi di reclusione dalla Corte d’Appello di Trento, che ha riconosciuto la semi infermità mentale dell’imputato, con un difficile trascorso di vita che lo ha segnato. Ad assisterlo nel procedimento penale l’avvocato Andrea de Bertolini.
Gli stessi giudici di secondo grado hanno anche stabilito una misura di sicurezza della durata di due anni in una struttura preposta per il quarantenne, una volta finita di scontare la pena.
Quanto all’ex compagno, che si era costituito parte civile nel processo (avvocato del suo amministratore di sostegno Roberto Bertuol) non ha ricevuto al momento risarcimenti, solo la liquidazione delle spese.
Le contestazioni, l’arresto
Secondo le contestazioni della Procura l’uomo era arrivato a minacciare di morte il convivente, brandendo contro di lui un martello e un coltello, stringendogli le mani al collo, costringendolo ad assumere farmaci non richiesti. Lo avrebbe maltrattato e vessato, facendo in modo che avesse paura di lui, assoggettandolo psicologicamente. Avrebbe approfittato del convivente anche per i soldi, per quanto il sessantenne non navigasse in buone acque, ottenendo bancomat e carta di credito da strisciare e facendogli comprare un’auto per lui. L’episodio più grave la notte in cui ha dato fuoco al compagno che era in balia dei fumi dell’alcol e che in seguito alle gravi conseguenze è stato ricoverato nel centro grandi ustionati di un’altra regione. Il fuoco ha intaccato il settanta percento del corpo mettendo a rischio anche la sua esistenza. Allora il quarantenne, a cui era stato vietato di avvicinarsi ancora al compagno, era finito in carcere, quindi agli arresti domiciliari. Ora, riconosciuto il vizio parziale di mente, si è visto ridurre la condanna.
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