Grandi carnivori
venerdì 5 Settembre, 2025
Lupi, Fugatti firma un decreto per abbattere due esemplari del branco della Lessinia. Ricorso al Tar delle associazioni animaliste
di Redazione
La decisione segue le predazioni intorno a Malga Boldera. Enpa, Lav, Lndc, Animal Protection e Wwf: «Mancava adeguata recinzione»
Il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti ha firmato un decreto di uccisione di due lupi del branco gravitante nell’area della Lessinia trentina in seguito a ripetute predazioni a Malga Boldera. Immediata la reazione delle associazioni animaliste: Enpa, Lav, Lndc, Animal Protection e Wwf hanno presentato ricorso al Tar. «Ripetendo un copione già visto nel 2023: due lupi saranno uccisi per aver fatto i lupi predando intorno a Malga Boldera, dove – guarda caso – ancora una volta la recinzione era fatiscente e la prevenzione applicata era dunque inadeguata» premettono le associazioni animaliste.
«Anche in questo caso – aggiungono – lo stesso Corpo Forestale trentino nelle sue relazioni evidenzia che la recinzione “risultava in parte carente nella manutenzione, in particolare per la presenza di erba alta in alcuni punti lungo il perimetro» elemento che da solo può rendere del tutto inefficace la protezione in quanto l’elettricità viene scaricata a terra. Mentre i fili elettrificati in alcuni punti presentavo una distanza di 30-35 cm fra i diversi conduttori, cosa che indubbiamente facilita il superamento della barriera da parte dei lupi».
«Nonostante ancora una volta siano state accertate gravi lacune nella protezione degli animali allevati, anche quest’anno, come nel 2023, siamo di fronte all’ennesimo ingiustificato atto di forza – dichiarano ENPA, LAV, LNDC Animal Protection e WWF – e Fugatti sceglie la via più facile e violenta: sparare a due lupi per accontentare quegli allevatori che non si adeguano alla presenza di predatori adottando strategie di prevenzione efficaci».
Nello stesso decreto firmato da Fugatti si legge infatti che a Malga Boldera non erano presenti cani da guardiania quando lo stesso ISPRA nel suo parere positivo all’uccisione dei lupi, sostiene “l’opportunità di avvalersi di esperti per valutare la possibilità di un graduale inserimento di alcuni cani da protezione all’interno del recinto, in modo da ottenere un effetto di dissuasione decisamente superiore a quello rappresentato dal solo recinto elettrificato”.
“Diciamolo chiaramente: uccidere due lupi “a caso” è una scelta irresponsabile e incostituzionale e il Consiglio di Stato lo ha già più volte rilevato. È la negazione di ogni principio di tutela della biodiversità sancito dall’articolo 9 della nostra Costituzione. È un messaggio violento, pericoloso, un precedente che autorizza una gestione illogica e non basata sui criteri scientifici della convivenza con la fauna selvatica – concludono le associazioni – per questo motivo stiamo preparando un ricorso che presenteremo al TAR di Trento nelle prossime ore, vogliamo fermare l’approccio della Provincia che prosegue la sua politica di gestione della convivenza con i grandi carnivori basata solamente su soluzioni violente, sproporzionate e soprattutto inefficaci”.
L'intervista
Radon in Trentino, il presidente dei geometri Zanetti: «Nessun allarmismo, il rischio si gestisce con la tecnica»
di Marco Ranocchiari
Dalle guaine isolanti ai vespai aerati: ecco come mettere in sicurezza gli edifici. «L'esposizione prolungata è pericolosa, ma oggi i professionisti sono formati per progettare bonifiche efficaci anche nelle aree prioritarie»
Il report
Gas Radon in Trentino: il 12% della popolazione vive in zone ad alto rischio. Valsugana e Fiemme le aree più colpite
di Marco Ranocchiari
La Provincia mappa il gas radioattivo nel sottosuolo: 15 centri sopra la soglia critica. Monitoraggi prioritari per Pergine, Levico e Cavalese contro la seconda causa di tumore al polmone
Trento
Bonifica ex Sloi, al via il piano per la barriera idraulica: così Trento Nord bloccherà il piombo tetraetile nella falda
di Francesco Terreri
Presentato al Ministero dell'Ambiente il progetto per l'area sequestrata: la nuova infrastruttura sarà posizionata sotto la fabbrica per fermare gli inquinanti. Intanto il Bypass ferroviario entra nella fase B: scavi a Mattarello da settembre, mentre a nord i cantieri sulla trasparenza idraulica richiederanno massime protezioni per gli operai