In tribunale

giovedì 29 Gennaio, 2026

L’investimento in bici sulla Paganella e la drammatica caduta: ciclista condannato a risarcire la famiglia di un turista ottantenne

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La vittima si chiamava Didaco Pini. Il biker dovrà pagare 150mila euro

Nell’agosto 2020 era venuto in vacanza in Trentino da Napoli con la sua famiglia ma un incidente avvenuto sull’Altopiano della Paganella aveva compromesso quel soggiorno rilassante: uno scontro che il 50enne aveva provocato perdendo il controllo della mountain bike su un sentiero. Allora era finito con il busto e oltre contro un anziano escursionista, turista a sua volta, che così era piombato a terra di testa. Tempo tre mesi e una serie di ricoveri e l’80enne livornese, Didaco Pini il suo nome, era morto, proprio in seguito al trauma cranico che si era procurato nella caduta. Così almeno ha concluso il medico legale che ha accertato il nesso causale tra il violento urto a terra e il decesso. Un incidente risultato quindi fatale che ha portato a processo il campano, per rispondere dell’ipotesi di omicidio colposo.

Assolto e ora condannato

Se in primo grado l’imputato era stato assolto dal giudice per l’udienza preliminare, ieri mattina la Corte dei Conti di Trento ha ribaltato la sentenza. Ha infatti condannato il 50enne a quattro mesi di reclusione, pena sospesa, e a liquidare ai familiari del toscano — che si erano costituiti parte civile con l’avvocata Anna D’Angelo — una provvisionale, e cioè una prima tranche di risarcimento, di 150mila euro.

Detto che erano state proprio le parti civili, e la stessa Procura, ad impugnare la sentenza di primo grado. Ora farà lo stesso, ma con il pronunciamento di ieri, l’avvocato dell’imputato, Nicola Pomponio di Napoli: ha già fatto sapere che, lette le motivazioni, presenterà ricorso per Cassazione.

L’impatto fatale

Quel giorno d’estate di sei anni fa, nel corso di un’escursione in un sentiero di montagna tra Andalo e Molveno, il napoletano che procedeva con la mountain bike deve aver perso l’equilibrio in un punto scosceso ed è finito per scontrarsi corpo a corpo con l’ottantenne che procedeva a piedi nella sua stessa direzione di marcia.

Ad avere la peggio era stato l’anziano, che era finito a terra battendo la testa, tanto che allora era stato soccorso e trasferito d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento. Rientrato nella sua Livorno, erano proseguiti i ricoveri. Diversi, in più ospedali, fino al decesso, avvenuto a tre mesi dall’incidente, esattamente il 23 novembre 2020.

Una morte, ha accertato la perizia medico-legale, dovuta al trauma subito nella caduta di agosto. Della quale deve rispondere il ciclista 50enne stando alla Procura, che aveva impugnato la sentenza di primo grado e che ieri aveva sollecitato per lui una condanna a due anni di reclusione. La difesa ha invece insistito sul fatto che si era trattato di un mero incidente, di un fatto accidentale, e non c’è quindi alcuna colpa da imputare, lamentando al contempo il fatto che non sia stato definito l’obbligo di diligenza del suo assistito.