La storia

martedì 9 Giugno, 2026

L’inverno sulle piste da sci, l’estate a presidiare i passi dolomitici: ecco i primi ranger, gli «sceriffi verdi» della Val di Fassa

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Carolina Chenetti e Marco Mazzel cambiano vita per l'estate. Indosseranno la divisa da metà giugno per dare consigli ai turisti e dare la caccia al campeggio selvaggio in quota

L’incarico è ben definito, ma l’esperienza che vivranno nei prossimi mesi è tutta da costruire per Carolina Chenetti e Marco Mazzel: i primi ranger della Val di Fassa. Da metà giugno a metà settembre, l’Azienda per il Turismo di Fassa introduce una nuova figura per rafforzare l’accoglienza sul territorio durante la stagione estiva. I ranger saranno presenti nei luoghi più frequentati della valle per offrire informazioni, orientamento e supporto ai visitatori, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico.

Carolina, di Moena, è maestra di sci durante l’inverno. Alle spalle ha un’esperienza in un’agenzia immobiliare e diversi anni di lavoro in un’agenzia di viaggi a Genova. Marco, di Canazei, è invece uno chef noto per la sua passione per la natura e la fotografia di animali selvatici. Per inseguire un sogno coltivato da tempo, lascerà, per lo meno nei mesi estivi, i fornelli, non appena concluso il percorso formativo per accompagnatore di media montagna.

Il loro ufficio? A cielo aperto: dalle otto del mattino fino al tardo pomeriggio si muoveranno prevalentemente tra i cinque passi dolomitici della valle – Sella, Pordoi, Fedaia, Costalunga e San Pellegrino – ma saranno presenti anche in altre località molto frequentate come la conca di Fuciade, la Val Duron e la Val San Nicolò. Come si faranno riconoscere dagli ospiti? Grazie all’inconfondibile divisa verde, simbolo universale dei ranger. Sebbene il loro ruolo sia diverso da quello dei più noti colleghi statunitensi o canadesi, la missione resta la stessa: essere un punto di riferimento sul territorio.

«Saremo presenti nei principali luoghi di passaggio dei turisti – spiegano Carolina e Marco – per fornire informazioni sulla viabilità, sugli itinerari escursionistici e sulle mete da raggiungere. Negli ultimi anni le Dolomiti vengono scelte anche da persone con poca esperienza di montagna, talvolta prive dell’abbigliamento o dell’attrezzatura adeguata. In questi casi potremo essere utili, soprattutto lungo i sentieri in quota. Sarà un’esperienza nuova anche per noi e cresceremo giorno dopo giorno, confrontandoci e condividendo conoscenze».

L’idea di trascorrere l’estate tra i passi e le montagne di Fassa entusiasma entrambi. «Metteremo a disposizione il nostro vissuto e la nostra conoscenza del territorio. A volte basta un piccolo consiglio per migliorare una vacanza: evitare una coda in auto, scegliere un percorso più adatto alle proprie capacità o suggerire un punto panoramico, meno noto, da cui scattare una bella fotografia».

Prima dell’avvio del servizio, i due ranger hanno seguito una formazione specifica con guide alpine e referenti del soccorso alpino della Val di Fassa. Tra i loro compiti non ci sarà soltanto l’assistenza ai turisti, ma anche il monitoraggio dell’ambiente.

Dovranno infatti osservare e controllare le aree di sosta nei pressi dei passi dolomitici per prevenire episodi di campeggio libero, generalmente vietato in Trentino, soprattutto nelle vicinanze delle strutture turistiche (le uniche deroghe consentono bivacchi temporanei di massimo 24 ore in zone non soggette a specifici divieti o l’ospitalità occasionale e gratuita concessa da privati nelle adiacenze della propria abitazione). I ranger vigileranno, inoltre, affinché non vengano abbandonati rifiuti lungo le strade dei valichi o sui sentieri più frequentati.

L’iniziativa segue l’esempio delle vicine Val Gardena e Val Badia, dove figure analoghe sono già operative da alcuni anni, e rappresenta un ulteriore investimento nell’informazione in quota. Da tempo, infatti, l’Apt Val di Fassa presidia con proprio personale gli info point collocati nelle principali stazioni a monte degli impianti di risalita: Col Rodella, Belvedere di Canazei, Ciampedìe e San Pellegrino. «I ranger – spiega Nicolò Weiss, direttore dell’Apt Val di Fassa – ci supporteranno anche nel monitoraggio dei flussi turistici. Da alcuni anni raccogliamo dati, attraverso una rete di sensori installati lungo gli itinerari più frequentati. Si tratta di informazioni preziose per pianificare interventi di manutenzione, orientare la comunicazione e promuovere percorsi alternativi, contribuendo a distribuire in modo più equilibrato e sostenibile i flussi turistici sull’intero territorio».