L'intervista

domenica 5 Aprile, 2026

L’infermiere roveretano a Gaza: «A Pasqua nessuna speranza, nella Striscia i farmaci sono finiti»

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Riccardo Sartori opera con Emergency a Khan Younis e lancia l'allarme: «Beni sanitari bloccati alla frontiera e rischio epidemie. La situazione sta peggiorando, è un disastro a tutto tondo»

Riccardo Sartori, 39 anni, infermiere roveretano che opera per Emergency nella clinica di al-Qarara nel governatorato di Khan Younis nella Striscia di Gaza, lei è stato una prima volta nella Striscia dall’8 gennaio all’8 di marzo di quest’anno e, da pochi giorni, è tornato a operare nella stessa clinica. Com’è la situazione?

«La situazione sta peggiorando. Gli aiuti fanno fatica entrare, perché tantissimi beni, sanitari e non, vengono fermati alla frontiera perché considerati come di potenziale “dual use”. Le attrezzature che si rompono non si possono riparare. Tutto questo è un cancro che sta avanzando».

Anche i farmaci non entrano?

«No. Ma è tutta la situazione a essere critica: il prezzo del gas sta aumentando; i pezzi di ricambio per i camion che portano l’acqua non ci sono più. È un disastro a tutto tondo. Dalla iniziale situazione di conflitto la situazione si sta trasformando in una crisi umanitaria. Di recente c’è stato un appello da parte del ministro della sanità di Gaza in cui viene evidenziato il rischio di malattie come la peste e l’hantavirus a causa delle difficoltà nella gestione dei rifiuti. C’è un progressivo peggioramento dello stato di salute. La gente stessa non viene più ai centri di salute perché sa che non ci sono più farmaci. Questo va detto in modo forte: i farmaci nella Striscia di Gaza non ci sono più. Emergency, in coordinamento con l’Onu, sta cercando di far arrivare qualcosa. Siamo in ritardo».

La Pasqua si porta con sé un messaggio di speranza. Nella Striscia ce ne sono di speranze?

«Io ne vedo poche. Dal primo c’è stato un ulteriore spostamento verso Est della linea gialla. È stata creata una una linea arancione, che va a diminuire ulteriormente quello che è lo spazio a disposizione dei gazawi. Ci sono stati poi degli attacchi aerei contro i check point della polizia nella Striscia che hanno causato numerose vittime. La guerra va avanti».

Voi come passerete la Pasqua?

«Al lavoro, cercando di fare quel che è possibile».