Il periodo della pandemia ha lasciato effetti significativi anche sul lavoro in Trentino. Secondo uno studio dell’Istituto di statistica della Provincia di Trento, il 17,7% degli occupati dichiara di aver subìto conseguenze sulla propria vita lavorativa a causa della crisi sanitaria legata al Covid-19.
Nel dettaglio, il 9,4% dei lavoratori ha sperimentato periodi di pausa dal lavoro, l’1,7% non è stato richiamato nel caso di occupazioni saltuarie e l’1,3% ha scelto di dimettersi. Una quota più ridotta, pari allo 0,7%, è stata licenziata, mentre tra i lavoratori autonomi il 4% ha registrato gravi perdite. Un ulteriore 0,7% ha invece dovuto chiudere la propria attività.
L’analisi evidenzia inoltre differenze tra i vari settori economici. Tra i lavoratori dipendenti che hanno vissuto periodi di pausa durante la crisi sanitaria, l’incidenza maggiore si registra nel settore secondario, dove la quota raggiunge il 20,6%. Seguono il commercio e gli altri servizi privati con circa il 12%.
Molto più contenuto, invece, l’impatto nel comparto della pubblica amministrazione, della scuola e della sanità, così come nel settore primario, dove le pause lavorative sono rimaste al di sotto del 4%.