Elezioni 2023
domenica 14 Maggio, 2023
Lega-Patt, è amore: l’asse autonomista fra Fugatti e Marchiori
di Donatello Baldo
Altro che intesa programmatica, altro che accordo tecnico per le elezioni provinciali di ottobre. Quello del Patt con la Lega è un «matrimonio» tutto politico. Ieri alla festa dell'Euregio pacche sulle spalle, foto e selfie
Altro che intesa programmatica, altro che accordo tecnico. Quello del Patt con la Lega è un «matrimonio» tutto politico. E il rapporto tra il governatore Maurizio Fugatti e il segretario delle Stelle Alpine Simone Marchiori sembrerebbe essere molto più profondo della semplice unione elettorale e della pura strategia in vista delle elezioni di ottobre e del prossimo governo del Trentino. Ieri ad Ala, alla festa dell’Euregio, oltre la prima cerchia dei fedelissimi del presidente della Provincia — c’erano della giunta Stefania Segnana e Achille Spinelli, la parlamentare leghista Vanessa Cattoi e del gruppo in Consiglio provinciale la capogruppo Mara Dalzocchio e Alessandro Savoi — c’erano quelli del Patt. C’era l’assessore regionale Lorenzo Ossanna in veste ufficiale, ma anche il segretario politico Marchiori, il presidente del partito Franco Panizza, il suo vice e sindaco di Calliano Lorenzo Conci e l’assessora in Comune ad Ala Francesca Aprone. Che hanno stretto in un abbraccio Fugatti non appena il rigore dell’ufficialità della celebrazione dell’Euregio si è un poco affievolito. E sono iniziate le pacche sulle spalle, le foto e soprattutto i selfie, quasi a voler rifare l’album di famiglia senza più quelli del centrosinistra ma i nuovo compagni di strada, quelli del centrodestra.
O meglio, quelli della Lega. Perché emerge sempre più forte un’asse tra il Carroccio e le Stelle Alpine, un patto di ferro in vista della prossima legislatura, quando Fugatti spera di essere ancora alla guida della Provincia, sapendo però che non potrà contare su un monocolore con qualche civica com’è ora la compagine. Avrà dentro — se il centrodestra tornerà unito — anche Fratelli d’Italia, con cui non va tanto d’accordo, per usare un eufemismo. Serve un legame forte con il Patt per non soccombere. Un’intesa al centro, popolare e autonomista, per controbilanciare le tendenze nazionalistiche e «estremiste» di una destra che a nord di Borghetto non sono mai piaciute a chi fa dell’autogoverno la propria bandiera.
Ma l’asse Patt-Lega è anche strategico. Perché non si sa mai che le frizioni con Fratelli d’Italia non arrivino alla rottura, con l’impossibilità di una ricomposizione sul nome di Fugatti. E allora sarà ancor più difficile la vittoria elettorale, e serve fare squadra. Ma la strategia sta anche nel comunicare al partito di Giorgia Meloni che i giochi sono fatti, che il rapporto privilegiato della Lega non è come a livello nazionale con gli altri due partiti storici del centrodestra. Qui è diverso, qui c’è l’autonomia e gli autonomisti, portati al di qua della barricata, sono il figliol prodigo da coccolare. E gli altri che si aggiungano alla tavola già imbandita se vogliono, ma i posti migliori sono già occupati.
Ieri, ad Ala, c’era anche il centrosinistra, anche se più defilato. C’erano, anche loro di osservanza autonomista ma «progressisti», la consigliera Paola Demagri e il collega Michele Dallapiccola, che lasciato il Patt hanno fondato Casa Autonomia unendosi all’Alleanza che sostiene Valduga. Che lui ieri alla festa dell’Euregio, in qualità di sindaco fianco a fianco con altri sindaci di Campobase: Roberto Oss Emer di Pergine, Michael Rech di Folgaria. E con loro anche, in vece di Franco Ianeselli, il vicesindaco di Trento Roberto Stanchina, che molti danno in predicato per candidarsi alle provinciali proprio con Campobase.
Ad Ala, ieri, anche i presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder e le deputate Alessia Ambrosi (FdI) e Sara Ferrari (Pd). E tra gli ex presidenti della Provincia anche Carlo Andreotti.
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