La rubrica
mercoledì 5 Agosto, 2026
Le vacanze estive come occasione di crescita. L’esperta: «Le amicizie diventano il luogo privilegiato per sperimentare autonomia, appartenenza e nuove esperienze»
La nuova puntata di PsicoT con Chiara Pedrotti sul significato delle vacanze estive per gli adolescenti
L’estate è il tempo della libertà, delle amicizie, delle prime autonomie e delle giornate che sembrano non finire mai. Ma è anche una stagione in cui, per ragazze e ragazzi, possono emergere nuove sfide: il bisogno di indipendenza, il desiderio di appartenere a un gruppo, il rapporto con gli schermi e il delicato equilibrio con la famiglia. Come possono gli adulti accompagnare questo percorso senza invadere gli spazi dei figli? Ne ho parlato con Chiara Pedrotti, psicologa e psicoterapeuta, per riflettere insieme su come trasformare le vacanze in un’occasione di crescita, dialogo e fiducia reciproca.
Per molti adolescenti l’estate è il momento in cui le amicizie diventano il centro della vita. Come possono gli adulti accompagnare questo bisogno di autonomia senza viverlo come un allontanamento?
«L’adolescenza è il periodo in cui ragazze e ragazzi costruiscono la propria identità attraverso il confronto con i pari e un graduale distacco dalle figure genitoriali. Durante l’estate questo processo si intensifica: il tempo libero aumenta e le amicizie diventano il luogo privilegiato in cui sperimentare autonomia, appartenenza e nuove esperienze. Per i genitori questa distanza può essere difficile da vivere e suscitare un senso di perdita, ma è un passaggio naturale e necessario della crescita. Il loro compito è trasformare il proprio ruolo: fare un passo indietro, rispettare gli spazi e l’individualità del figlio senza rinunciare a essere una presenza stabile, accogliente e disponibile. Sapere di poter contare su un porto sicuro, a cui tornare quando ne sente il bisogno, è ciò che permette all’adolescente di esplorare il mondo con maggiore serenità».
Tra serate, uscite e primi viaggi senza genitori, l’estate rappresenta spesso un banco di prova per la fiducia reciproca. Come si costruisce un dialogo che permetta ai ragazzi di sentirsi liberi, ma anche di chiedere aiuto quando ne hanno bisogno?
«Lasciare che un figlio esplori il mondo richiede un rapporto di fiducia che nasce dal riconoscere la sua individualità e dal rispettarne i tempi offrendo ascolto e supporto senza essere invadenti. Allo stesso tempo, la fiducia si costruisce anche attraverso regole chiare e coerenti che aiutano l’adolescente a comprendere il senso del limite e delle conseguenze delle proprie azioni. È importante che i genitori riescano a rimanere un punto di riferimento stabile anche quando vengono messi alla prova. Se un ragazzo teme rimproveri o reazioni impulsive, tenderà a nascondere i propri errori; se invece si sente accolto e ascoltato, sarà più propenso a raccontarsi e a cercare insieme soluzioni. Un dialogo autentico nasce proprio dall’equilibrio tra confini chiari, fiducia e assenza di giudizio».
Le amicizie estive possono essere molto intense e, a volte, anche teatro di esclusioni, delusioni o conflitti. Come possono i genitori accorgersi che qualcosa non sta andando bene senza risultare invadenti?
«In adolescenza l’amicizia rappresenta un nuovo porto sicuro, lontano dal “nido” familiare. Attraverso i pari ragazze e ragazzi sperimentano sé stessi, ma possono vivere anche delusioni, esclusioni e conflitti, esperienze che fanno parte della crescita. I genitori dovrebbero però prestare attenzione a segnali come tristezza persistente, irritabilità, isolamento, perdita di interesse, cambiamenti nel sonno o nell’alimentazione. In questi casi è importante offrire ascolto e disponibilità rispettando i tempi del ragazzo e creando occasioni in cui possa sentirsi libero di aprirsi. Il compito dell’adulto non è eliminare la sofferenza, ma accompagnarlo nell’affrontare le emozioni e nel trovare strategie per gestire il dolore e i conflitti. Se il disagio è intenso, duraturo e interferisce con la vita quotidiana, è opportuno chiedere il supporto di un professionista».
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