Ferrovia
giovedì 15 Gennaio, 2026
Lavori del bypass di Trento, a sud frese in azione da giugno
di Redazione
Alla riunione del comitato tecnico è stato fatto il punto sui tempi del cantiere. Le macchine collocate a Mattarello saranno montate a partire dalla primavera
Le frese del Bypass cominceranno a scavare a Mattarello a giugno. Questa è la novità annunciata ieri alla riunione del comitato tecnico scientifico dell’osservatorio sulla tangenziale ferroviaria di Trento. La riunione di ieri, alla presenza del presidente dell’Osservatorio Stefano Robol e del presidente del comitato Massimo Negriolli è servita anche per prendere atto della richiesta di conferenza pubblica sul piano di utilizzo delle terre da scavo del cantiere a nord presentata dalle due associazioni Rete dei Cittadini e Comitato per la mobilità sostenibile. Nella seduta si è fatto il punto su uno dei temi più caldi, ovvero quello dei tempi. Il Comitato ha preso atto, in base anche alle comunicazioni del Consorzio Tridentum che riunisce le imprese della cordata impegnate nella realizzazione dell’opera, che le due frese posizionate a Mattarello saranno montate a partire dalla prossima primavera. Quindi, dovrebbero iniziare a scavare i due tunnel da sud verosimilmente all’inizio dell’estate. Il condizionale è un obbligo visto che in tutta la vicenda del Bypass ferroviario i tempi sono diventati spesso e volentieri una variabile impazzita, anche perché dipendente da troppi fattori esterni. Il comitato tecnico scientifico per questo motivo si è limitato a prendere atto. Per quanto riguarda il cantiere nord, però, ancora siamo nel campo delle ipotesi. «Salvo imprevisti ci sarà il completamento delle fasi di assemblaggio dei componenti della prima fresa entro la primavera ed è previsto il montaggio entro il mese di giugno», ha detto Massimo Negriolli, presidente del comitato tecnico scientifico. Al momento, secondo quanto già spiegato nelle scorse settimane, lo scavo delle due frese collocate al cantiere nord dovrebbe iniziare un anno dopo, cioè a inizio dell’estate 2027. Ma qui siamo solo alle lontane ipotesi, dal momento che ancora non si sa neanche se a operare saranno due o quattro frese. Infatti, ieri, è stato spiegato che non è esclusa neanche l’ipotesi della rinuncia alle due frese che partiranno da nord. Il Comune già da tempo si era schierato per le due frese soltanto. Questo per due motivi. Il primo è che l’uscita del bypass di Trento dal Pnrr non obbliga più al rispetto di tempi strettissimi. Quindi si può andare più tranquilli. Il secondo, sostanziale, è che lo scavo solo da sud porterebbe meno disagi alla città e al traffico già troppo congestionato della zona di via Brennero. Se vi fosse in azione anche le due frese che dovrebbero partire da nord, infatti, ci sarebbero centinaia di camion al giorno che andrebbero a intasare via Brennero e la rotonda di via Maccani per andare a scaricare le terre da scavo nelle cave individuate. Per questo il Comune aveva chiesto a più riprese che si scavasse solo da sud, evitando intasamenti e disagi in una zona molto trafficata. Contro questa ipotesi, però, c’è il fatto che le frese sono già state acquistate a un costo di circa 25 milioni di euro l’una. Quindi sarebbe difficile giustificare una spesa del genere senza l’effettivo utilizzo del bene comprato. Questa è una delle conseguenze dell’uscita dal Pnrr della circonvallazione ferroviaria. All’inizio, quando il contratto è stato firmato, c’era l’esigenza di rispettare tempi strettissimi. Poi, però, la tagliola del 2026 è stata eliminata e sono cambiate le condizioni, ma ormai il cantiere e le modalità di scavo erano stati impostati.
Il Comitato ieri ha anche ha giudicato positivamente il piano sullo smaltimento dei materiali di scavo, contestato dai comitati no by pass: «Abbiamo preso atto che il ministero ha analizzato la nuova versione del piano che ha recepito le prescrizioni di Appa (rispetto alla versione precedente) quindi il piano è stato formalmente approvato». Infine, è stato affrontato il tema della richiesta di una conferenza informativa sull’uso delle terre da scavo per informare i cittadini.