letteratura

sabato 29 Novembre, 2025

La vita di Amos Clementi raccolta nel «Taccuino di un folle». Oggi a Lavis la presentazione del libro

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Il commerciante di vini e musicista morì nel manicomio di Reggio Emilia nel 1894. La scrittura diventa per lui un rifugio

Una storia vera, trasformata in racconto. È il 1889 quando Amos Clementi, nato a Lavis nel 1851 e morto nel manicomio di Reggio Emilia nel 1894, viene internato all’Ospizio Colombo di Milano. Commerciante di vini e musicista, Amos inizia a scrivere un taccuino su consiglio del dottor Achille Colombo, nel tentativo di mettere ordine nei pensieri e trovare un senso alla propria follia. Attraverso le pagine, il protagonista ricostruisce la propria vita familiare. Riaffiorano i ricordi di Mezzolombardo, l’amore per la musica, la morte precoce della madre e il rapporto complesso con la zia Maria, il lavoro nella cantina di famiglia e la passione per la banda del paese. La scrittura diventa per Amos un rifugio, un modo per non dissolversi nell’oblio del manicomio. Intorno a lui scorrono vite recluse, gesti ripetuti, la disciplina dei medici e la paura della perdita di sé. Il suo rapporto con lo psichiatra è segnato dall’ambivalenza: lo ammira e, insieme, si sente da lui giudicato, analizzato come un oggetto di studio. Colombo rappresenta insieme la cura e la distanza, la scienza e l’incomprensione. Nelle ultime pagine, Amos affida al diario il suo testamento più intimo, cercando nella parola l’unica libertà possibile.

Il romanzo «Taccuino di un folle» di Paolo Cova (Corsiero editore) sarà presentato oggi alle 20.30 all’Auditorium di Lavis, in un incontro organizzato dall’Associazione culturale lavisana e dal Circolo culturale ricreativo pensionati “La Madonina”. Sarà presente l’autore, insieme all’associazione Indaco, al Coro Lambicanti e a Kairos Teatro.