Ambiente
sabato 7 Marzo, 2026
La Sat e il vademecum del «Libro Azzurro»: una strategia hi-tech contro la siccità in quota e i cambiamenti climatici
di Massimiliano Moser
Il piano 2026 della Società degli Alpinisti Tridentini: monitoraggio delle risorse idriche e accumulo di pioggia e neve per i rifugi
Un’idea di montagna accessibile a tutti attraverso la gestione sostenibile dei rifugi, progetti inclusivi, la formazione e la valorizzazione del volontariato. Sono queste alcune delle priorità illustrate ieri mattina a Trento durante presentazione del documento programmatico 2026 della Società degli alpinisti tridentini (Sat).
«L’obiettivo è arrivare a 30mila soci entro quest’anno (oggi sono circa 29mila, ndr) — ha esordito il presidente della Sat Cristian Ferrari — Ci concentreremo sulla montagna accessibile e su progetti sostenibili. Contiamo 36 rifugi di proprietà, 84 sezioni totali e più di 1000 tracciati montani: raccogliamo l’eredità degli anni scorsi, ci aggiorneremo sul volontariato e sugli aspetti che riguardano i cambiamenti climatici, che stanno cambiando l’ambiente di montagna. Cercheremo di essere più inclusivi possibili, riguardo le strutture, i sentieri, per poter far godere la montagna alle persone fragili che trovano all’interno dell’ambiente montano pace e serenità».
Nuovo anno all’insegna della tutela dell’ambiente, dell’efficienza energetica e della qualità dell’accoglienza, mantenendo la concezione dei rifugi come presidi fondamentali per la frequentazione consapevole della montagna.
«Quest’anno dovrebbe aprire il rifugio Pedrotti, interessato da un intervento di restauro, da metà giugno dovrebbe già essere operativo — ha aggiunto il presidente — ampio spazio sarà dedicato a progetti, testimonianze dirette, e video comunicativi fatti dai nostri volontari, su temi come la tutela dei sentieri, la sensibilizzazione sui cambiamenti climatici in montagna e la promozione di attività inclusive che favoriscano l’accesso alla montagna per diverse fasce della popolazione. Una grande novità sarà poi il Libro Azzurro: uno strumento di monitoraggio che ci permetterà di gestire le risorse idriche che si accumulano da pioggia e neve, per poi ridistribuirle ai rifugi che ne hanno bisogno. Il 2026 assume inoltre un significato particolare perché proclamato dalle Nazioni Unite come anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile: rafforzeremo il nostro percorso adattandolo alle necessità ambientali di questo tempo». Il Libro Azzurro, in particolare, prevede il consolidamento dei sistemi di gestione sostenibile delle strutture attraverso lo sviluppo del censimento delle risorse idriche, dei consumi e dei possibili sistemi di accumulo e smaltimento delle acque.
Tra gli appuntamenti principali messi in rilievo, anche il sesto raduno Cai (Club alpino italiano) di escursionismo adattato «A Ruota Libera», in programma il 12 e 13 settembre sull’altopiano di Brentonico: percorso che prevede l’utilizzo delle joelette, carrozzine monoruota che consentono alle persone con disabilità motoria di godersi l’ambiente montano.
«Oggi parlare di montagna-terapia significa riconoscere la montagna come luogo di benessere, relazione e crescita personale inclusiva — ha sottolineato Sandro Carpineta, presidente della Commissione montagna per tutti della Sat — dove l’esperienza del cammino e della natura possono diventare parte di percorsi riabilitativi, educativi e sociali, valorizzando il contatto con l’ambiente naturale come strumento di inclusione, autonomia e qualità della vita. Il percorso di Brentonico è un esempio di questo».
Annunciati anche interventi sulla rete di sentieri e infrastrutture della montagna, come l’aggiornamento delle segnaletiche, la pianificazione dei percorsi e il miglioramento dei sistemi di gestione delle strutture, in un contesto ambientale sempre più fragile e mutevole. «Il lavoro che stiamo portando avanti sui rifugi — ha detto Roberto Bertoldi, presidente della Commissione rifugi della Sat — punta a rendere più sostenibile e consapevole la gestione delle strutture alpine, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi, aumentare il riutilizzo, e migliorare la raccolta e la gestione delle acque piovane, per esempio con il nuovo Libro Azzurro. Un passaggio fondamentale per la funzionalità dei rifugi di fronte ai continui cambiamenti climatici».
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