Cronaca

lunedì 6 Aprile, 2026

La nuova provocazione social di Andrea Diprè. «Mi candido come sindaco di Fermo». E annuncia la lista «dipreista»

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L’ex avvocato di origini trentine, noto per i suoi contenuti controversi, lancia la sfida elettorale e promette: dall'abolizione dell'Iva alla trasformazione del centro neocatecumenale

Nuova sortita mediatica per Andrea Diprè. Il discusso personaggio televisivo e web, ex avvocato di origini trentine balzato agli onori (e agli oneri) della cronaca per le sue provocazioni spesso al limite del trash, ha annunciato ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Fermo.

La modalità è quella ormai consolidata del video social, una pratica che Diprè ha già testato in passato con altri municipi italiani, riscuotendo sempre un mix di sconcerto e curiosità virale. Nel suo ultimo video, il sedicente leader del «partito diprèista» ha snocciolato un programma elettorale che definire ambizioso sarebbe riduttivo, puntando tutto su una retorica del «reset totale» e della ribellione ai sistemi economici vigenti.

Le sue parole mirano a scardinare l’attuale gestione cittadina con promesse che sfidano le normative fiscali nazionali:

«Da oggi Fermo non è più la stessa, Fermo è bloccata, è spremuta, comandata da chi non ha visione. Reset totale! Debiti cancellati subito! Rottamazione immediata per tutti i fermani. Si riparte da zero, punto! Pressione fiscale ridotta al minimo estremo. I soldi restano a te. No Iva per i residenti. Compri, vivi, spendi senza essere spremuto e senza essere punito. Zero accise locali. Basta furti legalizzati. Sanità e soldi: entri in ospedale, ti curi subito non con liste di attesa decennali. Banche locali: accordi diretti, soldi veri subito! Chi lavora deve vincere, chi lavora deve crescere. Fermo con il partito diprèista diventa libera. Basta moralismi basta imposizioni. Il centro neocatecumenale diventerà il primo centro fisioterapico FKT».

Resta ora da capire se la sortita di Diprè rimarrà confinata nel recinto del marketing social o se troverà una reale concretizzazione burocratica sulla scheda elettorale della città marchigiana. Per ora, il «diprèismo» ha raggiunto l’unico obiettivo certo: far parlare di sé.